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Ho aperto lo studio odontoiatrico Marsalli 10 anni fa. Marzo 2011, per la precisione. E adesso, si chiude.  Ma come araba fenice lo studio muore ma per rinascere come Micros – odontoiatria di precisione. Cambiamo pelle ma non sostanza: le persone sono (quasi) le solite, la nostra sede rimane la stessa a Lucca (per ora)...

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Dentista Lucca

Ho aperto lo studio odontoiatrico Marsalli 10 anni fa. Marzo 2011, per la precisione. E adesso, si chiude. 

Ma come araba fenice lo studio muore ma per rinascere come Micros – odontoiatria di precisione.

Cambiamo pelle ma non sostanza: le persone sono (quasi) le solite, la nostra sede rimane la stessa a Lucca (per ora) ma cambia davvero tanto.

Non siamo più uno studio odontoiatrico bensì un ambulatorio, e non è una differenza solo semantica: abbiamo infatti ottenuto una autorizzazione sanitaria regionale per strutture complesse, con un percorso molto difficile che ci ha visti impegnati per più di un anno.

La normativa della Regione Toscana è molto attenta alla sicurezza di pazienti e lavoratori, e prima di rilasciare un’ autorizzazione di questa importanza la mole di documenti e di modifiche strutturali è stata veramente tanta. Ma sono felice, perché pur tra mille ostacoli è stato un viaggio che ha trasformato lo studio in un luogo di cura ancora più organizzato e sicuro.

Rigidi protocolli per tutte le attività assistenziali, certificazioni e controlli minuziosi su dispositivi e impianti, azzeramento di barriere architettoniche e controlli di qualità su tutta la filiera produttiva.

Un lavoraccio ma ne vado davvero fiero!

Cosa cambia adesso?

Come sempre mi concentro su i vantaggi per i nostri pazienti.

  1. intanto un ambulatorio odontoiatrico con autorizzazione sanitaria può realizzare interventi chirurgici più complessi, avvalendosi dell’aiuto di più specialisti in contemporanea. Un vantaggio non da poco per offrire cure sempre migliori.
  2. un ambulatorio organizzato come srl ha un direttore sanitario (che sarei io) che segue e cura in maniera molto attenta la sicurezza dei pazienti e degli operatori. Ho dovuto formarmi con il GRC Toscana facendo un lungo percorso sulla gestione del rischio clinico. Ciò  mi ha consentito di potenziare ulteriormente i protocolli di sicurezza per i nostri pazienti, imparando dalle più moderne esperienze assistenziali ospedaliere e non.
  3. la ASL prima di accreditarci ha eseguito un esame molto attento e scrupoloso, con verifiche all’ambulatorio e a tutta la documentazione che abbiamo fornito. Un esame difficile ma superato a pieni voti.
  4. un’azienda come la nostra non chiude mai. Avvalendosi dell’aiuto di medici odontoiatri con la supervisione del DS, possiamo organizzare turni per essere sempre più reperibili e aperti per ferie. 
  5. l’innovazione tecnologica ci caratterizza da sempre, e al centro ho voluto mettere l’uso del microscopio operatorio.
  6. l’innovazione è bella ma costosa, servono davvero centinaia di migliaia di euro. Come azienda possiamo accedere a bandi e concorsi regionali, nazionali ed europei. Proveremo a ottenere il massimo per crescere in strumentazione digitale, con lo scopo di offrirti sempre il meglio della tecnologia presente sul mercato.

 

Si chiude quindi un’esperienza decennale che ha lasciato tanti frutti. Un percorso di crescita e di sviluppo che sognavo da tempo, un modo per piantare altri semi e immaginare altri scenari per il futuro. Ci espanderemo e miglioreremo ancora, in una veste più adatta a gestire la complessità e l’innovazione che prefiguro.

Come si dice i questi casi, non è un arrivo ma una partenza per qualcosa di ancora più grande 🙂 

Rimani con noi per scoprire cosa può fare per la salute del tuo sorriso il centro odontoiatrico Micros 🙂

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Dir.San. Dott. Riccardo Marsalli iscritto albo dei medici e odontoiatri di Lucca n.509

 

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Sono a posto così https://studiomarsalli.it/blog/sono-a-posto-cosi/ https://studiomarsalli.it/blog/sono-a-posto-cosi/#comments Sat, 06 Jun 2020 19:17:13 +0000 http://studiomarsalli.it/?p=2745 Dentista Lucca

“Buonasera, sono ********e gestisco la *****,un’agenzia di marketing che si occupa di aiutare le attività come la vostra a migliorare la presenza online sui social e l’acquisizione di nuovi clienti attraverso strategie di marketing mirate per il settore dentistico Proprio vedendo come vi state muovendo nel mondo dell’online abbiamo notato che state tralasciando alcuni dettagli,proprio...

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Dentista Lucca

“Buonasera, sono ********e gestisco la *****,un’agenzia di marketing che si occupa di aiutare le attività come la vostra a migliorare la presenza online sui social e l’acquisizione di nuovi clienti attraverso strategie di marketing mirate per il settore dentistico Proprio vedendo come vi state muovendo nel mondo dell’online abbiamo notato che state tralasciando alcuni dettagli,proprio per questo motivo vi chiediamo se siete interessati ad ascoltare i nostri consigli ed avere una consulenza con noi e vedere se possiamo aiutare la vostra attività. Alla fine della consulenza(gratuita),potrete scegliere se utilizzare i consigli che vi daremo e agire da soli oppure iniziare una collaborazione Nel caso in cui fosse interessati potete direttamente contattarmi in privato Attendiamo una vostra risposta,buona serata”

 

Ecco il classico messaggio che ricevo su Facebook, LinkedIn o via mail (mi limito a fare copia incolla, sottolineando che l’Italiano incerto  sopra trascritto non è roba mia).

Decine di sedicenti esperti di marketing che vogliono farmi diventare milionario, con lo studio pieno di pazienti adoranti e pronti a bonificare, centinaia di persone che non vedono l’ora di provare l’orgasmo di regalare migliaia di euro al dentista Marsalli.

Borse di Chanel, Ferrari rombanti, ville ai Caraibi…tutta roba superata, la gente vuole rifarsi i denti da star e vuole correre felice nel fighissimo studio Marsalli.

A patto però che ti affidi alle mie cure di esperto di socialmediaviralneuroistagramvideomarketing.

Perché si, oggi la gente sceglie on line, il passaparola è morto, e te amico dentista di quartiere che cavolo vuoi capirne di socialmediaviralneuroistagramvideomarketing? 

Abbandonati a noi, novelli alchimisti del click, che trasformiamo in oro ogni like della tua pagina Facebook, che ti rendiamo una star del web alla Ferragni, ed avrai tanti di quesi soldi da non sapere più dove metterli. 

Costruisci il tuo Impero, fonda una catena, tanti studi con centinaia di umpalumpa a tua immagine e somiglianza, gira con una porche nuova ogni mese e chissenefrega della Finanza!

 

 

 

E’ sabato sera e sono a pezzi. 

Ho passato settimane da incubo, travolto da fatiche e pensieri. Il post Covid è stato una tragedia, norme e protocolli di sicurezza da imparare e seguire, materiale che non si trova, mascherine che costano come un foulard di Hermes, un’assistente decide di dimettersi, trovo una sostituta e dopo pochi giorni se ne va un’altra. 

Nel momento della ripartenza, per consegnare lavori in stand by da due mesi, nel momento in cui devo correre mi ritrovo con poco personale, gente da formare e colloqui da improvvisare. Con i pazienti che scalpitano (giustamente) per avere i lavori programmati (e spesso già pagati), con la paura di non farcela a reggere l’urto economico di questa nuova situazione, con la fatica di lavorare 60 ore a settimana come un criceto sotto steroidi. 

 

In tutto questo arriva una testina di vent’anni che dall’alto della fatica di aver preso una brillante laurea in socialcazzologia al Cepu, mi viene a dire che “sto tralasciando dettagli nella mia presenza on line” e che sto perdendo cosi tante occasioni…

 

Provo a farla breve: NON LI VOGLIO NUOVI PAZIENTI 

 

Viviamo in un mondo che ha trasformato la medicina in oggetto di trattativa. Mi compro la macchina, mi compro la lavatrice, mi compro l’otturazione. Uno scambio equo e poco solidale dove io paziente/cliente pago te dentista/ladro. E il dentista/ladro deve essere  veloce, rapido e muto.

 

Io sono nato ricco.

Nel senso che, rispetto alla stragrande maggioranza delle persone nel mondo, ho passato l’infanzia in un paese democratico senza patire mai un giorno di fame, i miei genitori lavoratori mi hanno fatto studiare e  mi hanno protetto, curato, cresciuto. Sono ricco, quindi. 

E povero al tempo stesso. 

Per creare lo studio (anche l’operaio vuole il figlio dottore, ma lui esagera e dopo la laurea diventa anche imprenditore) ho firmato tonnellate di mutui. Centinaia di migliaia di euro. Perché ho pensato che il marketing VERO è solo il fatto che la gente si deve trovare bene da me. E che io devo essere bravo, muovere bene mani e testa, e per riuscirci servono strutture, competenze, persone, energie e tempo. 

Tutto a un costo mostruoso. 

 

 

Capiamoci: io il marketing l’ho studiato e lo conosco anche bene.  Scrivo e collaboro per una rivista di settore  che parla proprio di questo, ho il piacere di conoscere marketers e gente in gamba del settore, scrivo su questo blog da anni, credo di essere stato tra i primi dentisti a Lucca ad aprire una pagina Facebook e un canale YouTube, ho scritto un libro che regalo ai pazienti, ho creato il primo podcast italiano dedicato ai pazienti odontoiatrici…

Ma io sono stanco e mi sono rotto.

Mi son rotto delle “opportunità”, dei “guadagni facili”, delle “ville al mare”, del “lavora 4 ore alla settimana”.

 

Se sei un dentista e stai leggendo questo articolo, ti dico come faccio io, e te lo dico pure gratis:

  1. Da me la visita si paga. E si fa sempre al microscopio. Punto. 
  2. Non ho convenzioni con NESSUNO. Le avevo, ho tolto tutto.
  3. La visita serve al paziente per decidere se vado bene a lui. Legittimo. Ma serve anche a me per capire se lui va bene a me.
  4. Il primo passo di OGNI cura è una igiene orale. E la faccio SOLO e SEMPRE io. E la faccio SOLO e SEMPRE al microscopio. Sempre per capire se il paziente va bene a me.
  5. Ho pochi collaboratori. Quei pochi sono più bravi di me nelle loro specializzazioni.
  6. Penso di essere assai scarso. Quindi faccio foto e video di OGNI MIO INTERVENTO, e mi riguardo in continuazione in cerca di errori da rimediare. 
  7. Ogni persona che lavora con me deve avere un’ATTENZIONE MANIACALE all’esperienza dei pazienti. 
  8. Ci siamo sempre. Anche durante una pestilenza.
  9. Non abbiamo insoluti. Chi decide di fare le cure paga in modo concordato. Patti chiari e amicizia lunga.
  10. Non faccio offerte o sconti.

 

La mia presenza on line è massiccia e organizzata. Ma lo scopo non è cercare nuovi pazienti, è rimanere in contatto con chi già lo è. Siccome il tempo è poco, le maschere ffp3 sono assurde, il caldo è insopportabile e manca il fiato, per spiegare ai miei pazienti cosa farò mando loro un articolo di questo blog. O un video. O una puntata del podcast. E’ un racconto uno a tanti ma indirizzato a una strettissima cerchia, e capita a volte un incidente involontario con qualche persona curiosa che legge o ascolta e decide di venire da me. 

 

 

Se vuoi diventare un mio paziente, sappi che il mio studio è piccolo. Ho sole due poltrone, io ho solo due mani, due occhi e un cervello. Il mio è un lavoro non scalabile, per dirla alla Taleb, e il tempo che mi è rimasto è davvero poco. Se ho fortuna ancora 15/20 anni e poi ciaone.

Quindi non accetto tutti. Non prendo tutti. 

Pensa pure che sono antipatico o spocchioso, più che legittimo, ma io non ho più la voglia e il tempo di fare l’errore di curare tutti. Non sono capace. 

Prima di tutto viene chi è già paziente, chi ci segue da anni. Poi le loro famiglie. Poi i loro amici. Poi i loro conoscenti. Non rimane spazio per chi cerca offerte. 

 

Durante la quarantena ho sentito dei sapori antichi. Ho rivisto il tempo, il suo incedere lento, con giornate che si ripetevano uguali cadenzate da cose piccole ma magiche. Mi facevo il caffè. Cucinavo. Leggevo tanto. Ascoltavo podcast. Creavo podcast. Sentivo il silenzio. Dormivo. 

Ora mangio poco, non leggo più, non ascolto nulla. Sono stordito dalla fatica, mi appendo al mio microscopio come Ulisse al pennone della nave, sballottato qua e la cercando risposte che non trovo.

Tra i dentisti c’è il più alto tasso di morti per infarto, cancro o suicidio. Qualcosa vorrà pur dire.

Io vorrei evitare tutto questo. 

 

Quindi supererò l’emergenza post Covid, poi rallenterò. Accontenterò chi già ci ha dato la sua fiducia e poi ridurrò ancora di più gli ingressi alle prime visite. Che così magari non ci crepo.

Ma al di là della mia salute, che non importa un fico secco a nessuno, un dentista disintegrato da turni massacranti o da debiti immani come può curare bene?

Non credo che allargherò mai lo studio, non voglio fare altri investimenti. Ho il mio microscopio robotizzato, ho il mio spazio, ho la mia squadra. Voglio passare ore a fare igieni orali al micro, facendo stupire le persone che mi dicono: “non ho sentito nulla, ma perché? come è possibile?”

Voglio fare un’otturazione con calma, fare foto di tutta la sequenza e a fine cura mostrarla al mio paziente: condivido con te il piacere di un lavoro ben fatto. 

Mi faccio trasparente, ti racconto cosa faccio per il tuo sorriso, ti dico non ce la faccio, ti affido a colleghi più bravi di me, ti vengo incontro come posso ma resto libero nella mia dignità di professionista, non ti racconto favole, mi addosso colpe e scanso meriti. 

E’ la vita solitaria del dentista microscopista, che magari tralascerà importanti opportunità on line ma chi se ne frega, va bene così. 

 

 

 

 

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Che male le afte! https://studiomarsalli.it/blog/che-male-le-afte/ https://studiomarsalli.it/blog/che-male-le-afte/#respond Tue, 19 May 2020 06:56:04 +0000 http://studiomarsalli.it/?p=2737 Dentista Lucca

Le afte sono piccole lesioni della cute. In ambito odontoiatrico di nostro interesse  si formano all’interno della bocca, sulla mucosa orale (palato, guance, lingua) o alla base delle gengive, e prendono il nome di afte orali (o stomatite aftosa o ulcera aftosa). Colpiscono purtroppo molte persone (circa il 25% della popolazione) e di solito si...

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Dentista Lucca

Le afte sono piccole lesioni della cute. In ambito odontoiatrico di nostro interesse  si formano all’interno della bocca, sulla mucosa orale (palato, guance, lingua) o alla base delle gengive, e prendono il nome di afte orali (o stomatite aftosa o ulcera aftosa).

Colpiscono purtroppo molte persone (circa il 25% della popolazione) e di solito si presentano come un gruppo di 1-6 ulcere alla volta, e sono di dimensioni variabili. 

Osservandole sono simili a piccole abrasioni di pochi millimetri rotondeggianti e con al centro una membrana di colore bancastro circondata da un alone rosso. Possono venire da sole o a gruppi, e possono avere dimensioni contenute o essere molto grandi.

Non sono delle patologie pericolose, però sono davvero molto dolorose. 

Il fastidio che provocano può essere talmente intenso da impedire la normale alimentazione o a rendere difficoltoso parlare e deglutire. Si chiamano SAR (stomatite aftosa ricorrente) perchè oltre a far male tendono a ricomparire più e più volte. 

Che cosa sono le afte?

Le afte sono un tipo di ulcerazione molto comune, la più frequente tra le patologie della mucosa orale. Colpiscono il 10% della popolazione, specialmente in età pediatrica e con una maggiore prevalenza nelle donne. Consistono in una iniziale screpolatura della mucosa orale, che spesso è preceduta qualche giorno prima da una sensazione di lieve fastidio, di dolore o bruciore. Tipicamente in una prima fase, dopo l’arrossamento iniziale, si rivestono di una sorta di patina biancastra, che anatomicamente è formata da strati di fibrina, una proteina presente normalmente nel sangue. 

Le afte  possono colpire altre zone del corpo oltre il cavo orale, come le mucose  genitali maschili e femminili, ma noi da dentisti ci occupiamo unicamente della diagnosi e della cura delle afte del cavo orale. 

Una domanda più che legittima che mi sento rivolgere spesso è se sono contagiose: la risposta secca e sicura è NO. Esiste una malattia che provoca anch’essa delle vescicole dolorose (che è l’herpes) e quella sì che è contagiosa. Le afte assolutamente no. 

Da cosa originano le afte?

Non sappiamo con precisione come e perché compaiono. Gli studi scientifici hanno sottolineato una concomitanza con periodi di stress particolare che provocano un certo squilibrio nel sistema immunitario, ma la ricerca deve ancora trovare tutte le risposte. 

Sappiamo che è una reazione immunologica mediata dai Linfociti T, in presenza di pazienti con una certa predisposizione genetica.

Sappiamo però che esistono dei fattori scatenanti, dei trigger che possiamo provare a evitare o ridurre.

Questi fattori scatenanti sono:

 

  • Piccoli traumi della bocca, come mordersi la guancia accidentalmente o un uso troppo energico dello spazzolino.
  • alcuni cibi acidi o piccanti.
  • cibi nei confronti dei quali si può essere allergici o più suscettibili (chi scrive ad esempio evita le noci perché innescano le afte)
  • Squilibri ormonali.
  • Mestruazioni.
  • Scarsa igiene e contatto con animali 
  • Manovre odontoiatriche: capita dopo un’anestesia o un’estrazione che il paziente sviluppi un’afta nel sito operato
  • alcuni dentifrici con presente il sodio-laurilsolfato
  • Dieta povera di vitamina B12, zinco, acido folico (folati) e ferro.
  • Infezione da Helicobacterpylory.
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali (ad esempio celiachia, morbo di Crohn, colite ulcerosa).
  • Sindromi di immunodeficienza e farmaci immunosoppressori (ad esempio tipica dei malati di AIDS)

 

Esistono tre tipi di afta orale

  1. ulcere aftose maggiori: compare nel 10% dei casi, è una variante più grande e dolorosa. 
  2. ulcere erpetiformi: meno comuni, si chiamano così perché assomigliano alle ulcere date dall’herpes e arrivano ad essere fino a 100 in contemporanea (mamma mia che incubo!)
  3. malattia di Behcet

Perché le afte fanno così male?

Abbiamo detto all’inizio che è una malattia non pericolosa ma molto fastidiosa. I pazienti che lamentano queste lesioni così frequenti ci raccontano di avere:

  • Dolore, anche molto forte, che peggiora consideravolmente mentre si mangia oppure mentre si parla
  • Bruciore anche intenso 
  • Gonfiore dei linfonodi sotto la mandibola
  • Febbre (rara)

Come prevenire le afte?

La prevenzione delle afte si ottiene con un’igiene orale costante, usando spazzolino a setole morbide e dentifricio dopo ogni pasto.
È utile evitare cibi acidi o piccanti, tra i quali noci, patatine, alcune spezie, ananas, pompelmo e arance; mangiare molta frutta, verdura e cereali integrali, bere abbondantemente.
Se si hanno protesi o apparecchi, è necessario curarne l’igiene e informare il dentista di eventuali fastidi o lesioni.
È opportuno cercare di ridurre lo stress.

 

Come curiamo le afte

Spesso le afte, in particolare quelle orali, guariscono spontaneamente nel giro di una o due settimane. Quando ciò non accade e quando la manifestazione è particolarmente dolorosa, si può intervenire con:

  • Collutori che formino un film protettivo sopra le afte che previene il contatto con i cibi;
  • Toccature con Acido Retinoico 
  • Toccature con Gel Astringente a base di Cloruro d’Alluminio 

Chiaramente il fai da te come sempre è sconsigliato, occorre una visita con un odontoiatra esperto. 

Nel mio studio la cura delle afte prevede uno specifico PROTOCOLLO:

 

Approccio del Dr. Marsalli

 

 

  • Anamnesi del paziente per provare a capire cosa ha scatenato questo problema
  • Prescrizione di esami specifici se si sospettano patologie sistemiche (es. indaghiamo tipicamente la Celiachia)
  • Prescrizione di specifici integratori vitaminici (molta attenzione alla vitamina C)
  • Trattamento con laser erbio
  • Trattamento biostimolante con laser diodo

L’uso dei due tipi di laser è centrale nel mio approccio, e in questo modo otteniamo:

 

  • Sollievo immediato dal dolore
  • stimolazione del processo naturale di rigenerazione e guarigione
  • accelerazione del processo di guarigione che sarà assai più rapido delle canoniche due settimane
  • nessun rischio nell’utilizzo di questi macchinari
  • nessuna applicazione o somministrazione di farmaci (di solito risolvo bene con il laser, ci possono essere rare eccezioni)

 

 

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Come si fanno le anestesie dal dentista https://studiomarsalli.it/blog/si-fanno-le-anestesie-dal-dentista/ https://studiomarsalli.it/blog/si-fanno-le-anestesie-dal-dentista/#comments Mon, 18 May 2020 10:09:00 +0000 http://studiomarsalli.it/?p=2671 Dentista Lucca

Sappiamo tutti che andare dal dentista fa paura. E’ noioso, non giriamoci intorno: anche solo farsi toccare può essere psicologicamente pesante. In più possiamo avere dei ricordi di brutte esperienze o un preconcetto che nasce da un’idea (sbagliata) comune: dal dentista si sente male. Scopo di questo articolo non è indorarti la pillola, la premessa...

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Dentista Lucca

Sappiamo tutti che andare dal dentista fa paura. E’ noioso, non giriamoci intorno: anche solo farsi toccare può essere psicologicamente pesante.

In più possiamo avere dei ricordi di brutte esperienze o un preconcetto che nasce da un’idea (sbagliata) comune: dal dentista si sente male.

Scopo di questo articolo non è indorarti la pillola, la premessa è stata proprio nel dirti che so bene quanto sia poco simpatico venire da noi. Però vorrei raccontarti come l’anestesia in odontoiatria  ci permetta di fare cure confortevoli e per nulla traumatiche.

 

Il dentista, a differenza degli altri chirurghi, nel 99% dei casi lavora con un paziente sveglio, usando quindi “solo” l’anestesia locale. Questo rende tutto più complicato da una parte, ma anche meno rischioso dall’altra: sappiamo infatti che reazioni avverse causate da pochi millilitri di anestesia locale sono assai rari, quindi possiamo usarla con serenità.

Unici accorgimenti sono pazienti nel primo trimestre di gravidanza o persone con problemi cardiaci particolari, e in questi casi si usa un farmaco specifico.

Le molecole più usate sono lidocaina e articaina, associate con adrenalina. L’adrenalina serve da vasocostrittore, e senza entrare nei dettagli della farmacologia (che giustamente non ti interessa!) rallenta il flusso sanguigno nella zona da trattare bloccando quindi il “lavaggio” del farmaco. Rimane quindi nella zona più a lungo per dare il tempo al dentista di fare il suo lavoro.

 

Le anestesie locali possono essere di 5 tipi:

 

  • topica: un batuffolo di cotone bagnato con la lidocaina per addormentare la gengiva delicatamente, e sere a fare piccole cose (ad esempio staccare un dentino da latte che si muove molto)
  • plessica: si addormenta gengiva e dente in una zona ben precisa, e si usa ad esempio per fare otturazioni, devitalizzazioni ,estrazioni o impianti
  • intraligamentosa: si fa andare il farmaco nello spazio compreso tra dente e gengiva, per una anestesia profonda e poco fastidiosa. Io la faccio usando una macchina che si chiama anestesia elettronica
  • tronculare: si addormenta un ramo nervoso intero. Tipico il caso dei molari inferiori, che essendo circondati da un osso molto spesso e compatto non si riescono ad addormentare con una semplice plessica. In questo modo si blocca temporaneamente tutto il tratto nervoso interessato (ad esempio metà bocca nell’esempio appena citato)
  • intraossea: una tecnica particolare che uso con una specifica applicazione della anestesia elettronica

 

L’effetto che sentirai facendo l’anestesia è tipico, anche se cambia un po’ da zona a zona:

  • sensazione di gonfiore nella zona anestetizzata: è una sensazione, non si è gonfi per niente
  • sensazione di informicolimento
  • nell’ arcata superiore a volte può scendere una lacrimuccia o dare sensazione di naso tappato
  • le zone più noiose durante la somministrazione del farmaco sono la gengiva interna del palato
  • a volte esce un po’ di liquido quando si somministra ed è assai amaro. Aspiriamo sempre al massimo ma a volte sfugge qualche goccia: niente di male, ti faremo sciacquare non appena finito di dare l’anestetico.

 

Delle tecniche che servono a ridurre l’ansia e il fastidio di una seduta lunga possono essere la sedazione cosciente (in cui il paziente respira una miscela di gas rilassante) o l’ipnosi.

 

Esistono quindi ad oggi molte tecniche che ci consentono di curarti senza farti sentire dolore 🙂 

 

Se vuoi ascoltare questo articolo trovi una puntata dedicata nel mio podcast 🙂 

 

Puntata 11 del podcast Dal dentista senza paura!

 

 

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Il bite https://studiomarsalli.it/blog/il-bite/ https://studiomarsalli.it/blog/il-bite/#respond Mon, 18 May 2020 08:40:22 +0000 http://studiomarsalli.it/?p=2728 Dentista Lucca

Il bite è un dispositivo di protezione notturna che viene realizzato su misura.  Semplificando molto, è una sorta di paradenti in resina che l’odontoiatra gnatologo confeziona a seconda delle esigenze del paziente. Ne esistono di varia forma e fattura, ognuno con un specifico scopo, ma schematizzando molto il bite serve:   a proteggere i denti...

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Dentista Lucca

Il bite è un dispositivo di protezione notturna che viene realizzato su misura. 

Semplificando molto, è una sorta di paradenti in resina che l’odontoiatra gnatologo confeziona a seconda delle esigenze del paziente.

Ne esistono di varia forma e fattura, ognuno con un specifico scopo, ma schematizzando molto il bite serve:

 

  • a proteggere i denti dall’usura meccanica
  • a realizzare una terapia gnatologica per fastidi e malattie a carico della ATM, l’articolazione della mandibola
  • da protezione per importanti lavori protesici
  • per ritrovare la corretta altezza occlusale
  • come contenzione notturna a fine di una terapia ortodontica

 

Una volta fatta la diagnosi precisa, il medico odontoiatra prenderà delle impronte per ottenere dei modelli fedeli su cui il laboratorio realizzerà il bite commissionato.

Il bite potrà essere realizzato nell’arcata superiore o inferiore, e si indossa agevolmente: con un incastro molto facile si inserisce nell’ arcata interessata. Spingilo con due mani insieme, accompagnandolo dolcemente con le dita. Non stringere mai la bocca per posizionarlo con un morso.

Una volta consegnato al paziente, spieghiamo sempre che potrà avere:

 

  • salivazione abbondante durante le prime sere che si indossa
  • lieve indolenzimento su i denti

Una volta consegnato il paziente verrà monitorato dal dentista per fare eventuali ritocchi e controlli nel tempo. Con il tempo si potrà usurare e occorrerà quindi realizzare una manutenzione con il laboratorio o sostituirlo.

 

Compito del paziente, oltre ad essere scrupoloso e indossarlo tutte le sere, è di mantenerlo nel modo più attento:

 

  • va indosatto ogni sera. Prima di inserirlo lavalo bene con spazzolino e dentifricio
  • al mattino, quando lo togli, lavalo di nuovo con spazzolino e dentifricio. Asciugalo bene e mettilo nell’astuccio che ti è stato dato insieme al bite
  • tienilo lontano da fonti di calore dirette
  • conservalo sempre nell’astuccio dedicato

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Fase due https://studiomarsalli.it/blog/fase-due/ https://studiomarsalli.it/blog/fase-due/#comments Fri, 01 May 2020 08:44:12 +0000 http://studiomarsalli.it/?p=2723 Dentista Lucca

Quando una passeggiata in città diventa disagio Fase 2 La Regione Toscana allenta un pochino i cordoni: si può fare una passeggiata a piedi o in bici lontano da casa. Senza uscire dal Comune.  Sono due mesi che, come tutti,  sto rinchiuso, e ho fatto per settimane solo il tratto casa – studio per andare...

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Dentista Lucca

Quando una passeggiata in città diventa disagio

Fase 2

La Regione Toscana allenta un pochino i cordoni: si può fare una passeggiata a piedi o in bici lontano da casa. Senza uscire dal Comune. 

Sono due mesi che, come tutti,  sto rinchiuso, e ho fatto per settimane solo il tratto casa – studio per andare a lavoro, per aiutare pazienti che avevano urgenze non rimandabili. 

Una quotidianità alterata, un tragitto diventato quasi distopico, tra strade deserte e costanti controlli di polizia (avrò consegnato sei o sette autocertificazioni per quanti posti di blocco ho fatto…)

Inizia ora però la fase due, e in vista di una riapertura quasi normale decido di prendere un po’ di respiro.

A breve dovremo recuperare due mesi di stop, e tremo già al pensiero degli straordinari che dovrò fare. Ci sono lavori in corso da finire e consegnare, igieni periodiche da fare, cure tamponate in emergenza da portare in sicurezza. Tutto si è accavallato e sono già in ansia. Non ho mai fatto attendere più del dovuto nessuno, ho sempre tenuto l’agenda stretta senza accettare troppi nuovi pazienti, faccio un’odontoiatria slow per pochi ma scelti pazienti. E vorrei continuare così, perché siamo piccoli e non voglio dare disservizi.

Quindi penso, ci perdo il sonno, le settimane di quarantena sono state un inferno, tra la paura di ciò che accadeva e l’ansia di ciò che sarà. 

Ho bisogno quindi di camminare, perché è dai tempi del cammino di Santiago che penso che il miglior modo di pregare sia con i piedi. E siccome non posso andare in Chiesa, e siccome sono sempre rinchiuso e in preda a paure più o meno logiche, mi serve camminare TANTO per pregare TANTO.

Mi avvio verso la città.

Come da sempre (io sono nato e vissuto a San Concordio) il primo passo è superare la ferrovia. Il sottopasso nato qualche anno fa lo riconosco a fatica, e capisco che è strano perché meno sporco del solito (sic!). Si vede che non ci passa più nessuno.

Mi avventuro con passo felpato. So che posso, la legge me lo consente, ma sento quel filo di disagio assurdo che nasce da un periodo ancora più assurdo. Ricordo e riconosco, ma perché sembra passata una vita? In fin dei conti sono due mesi, mica decenni. 

Eppure cammino, è mattina presto, e già di base incrocerei poche persone. Oggi ancora di meno. 

Un signore arranca in bicicletta sulla salita, è anziano e visibilmente infastidito dalla mascherina. 

In tempi normali avrei chiesto se aveva bisogno di aiuto, ma ora? Non posso avvicinarmi…Da distanza chiedo comunque se serve una mano, lui mi ringhia “no no stai lontano!”

Accidenti, volevo solo essere gentile e utile, ma vado via veloce. Non lo biasimo, è solo spaventato come tutti noi. In tempi difficili penso sia giusto perdonare la scontrosità, è figlia di dolori e paure che non sappiamo. E ognuno ha le sue. 

Continuo ancora più guardingo, i prati intorno alle mura sono alti ma pensavo peggio, “l’arborato cerchio” avrà bisogno che qualcuno gli faccia la barba, quante piante sono spuntate? E questa cosa mi colpisce ancora di più in centro, in Piazza San Michele. Sui gradini dove di solito vedi turisti o lucchesi sedere, si affaccia l’erba. Ciuffetti verdi tra i marmi, una natura che appena l’uomo si fa da parte non esita un secondo a farsi avanti. Riprende il suo posto, come se fosse stata lì, in un’attesa sorniona. Appena il sapiens allenta un attimo la sua presenza invasiva, ecco che nasce il verde. 

Ho ripensato a un documentario di qualche tempo fa, dove si faceva un giochino intrigante: ma se l’uomo sparisse dalla faccia della terra, in quanto tempo si perderebbe ogni traccia del suo passaggio? Era impressionante, ma bastavano poche centinaia di anni. E oggi lo capisco, lo vedo dai segni di 8 settimane di relativa assenza, figuriamoci cosa accadrebbe in decenni.

Continuo il mio giro, incrocio poche persone. La prima che vedo faccio un timido buongiorno (memore del vecchietto sulla salita) e lui non risponde. Sta rinchiuso dietro la sua mascherina, così come io dietro la mia. Il problema è che sono un camminatore di montagna, e lì è bello e normale salutare chi incroci nel sentiero. Un bel sorriso complice tra fratelli di fatica. Ma qui è diverso, qui è città, qui è aria da coprifuoco un po’ allentato, qui c’è la paura dell’altro. 

Come saranno le nostre relazioni? Come farò in studio con i nuovi pazienti o i bambini che non mi conoscono? Come riuscirò a spiegare, rassicurare, inventare una relazione medico-paziente se sto rinchiuso in una tuta da palombaro? 

Abbiamo già così tanta paura dell’altro, cosi poca fiducia, così tanto risentimento e aridità. Questo virus, al di là delle sofferenze e delle morti drammatiche, porterà come vittima secondaria (ma comunque importante) la socialità e il riconoscersi nell’altro. L’uomo è un animale strano, possiede dei neuroni specchio che fanno sì che impari dall’osservare se stesso attraverso l’altro. Se non possiamo più specchiarci per la barriera di paura e mascherina, cosa accadrà?

Ho solo domande e non ho risposte, qui son tutti esperti e non mi metto in mezzo anche io. Dico solo che ho paura e che il mondo andrà reinventato. 

Proseguo in via Fillungo, poco sole che filtra tra i palazzi. Le vetrine sono tutte chiuse, e noto che molte sono incartate. Molti cartelli affittasi, ognuno prova a lasciare un suo messaggio. Andrà tutto bene, per la sicurezza tua e nostra decidiamo di chiudere, continuiamo la vendita on line, ci vediamo presto, stiamo lavorando per riaprire. Anche qui non so, noto che le uniche vetrine vive sono quelle di catene, negozi di una economia di scala che ha spalle assai robuste. 

Il piccoletto, l’artigiano, il tizio con la partita iva (tipo me) incarta la vetrina. Un ammaina bandiera triste e stanco, vuoi vedere che il capitalismo vincerà anche stavolta? Non per fare il marxista da quattro soldi, il Capitale l’ho letto da ragazzo e mi ricordo poco, ma qui c’è davvero da chiedersi chi sopravvivrà. Chi avrà la voglia, la tenacia, la “cazzimma” di affrontare questo tsunami. E chi già era debole, chi a stento galleggiava, temo proprio avrà il colpo di grazia. 

Dicono che il mercato sia darwinista, che in una sorta di selezione naturale da giungla economica sopravvivranno solo i più adatti. E questo un po’ mi consola, perché se è vero questo concetto (e credo che lo sia) c’è spazio di manovra. Perché si è detto i più adatti, non i più forti. 

Circa 50000 anni fa (ma secondo alcuni studi anche 200 mila anni fa) il Sapiens (cioè noi) abbandonava la culla del Tigri e dell’Eufrate per affacciarsi in Europa. In Europa c’erano altri esseri, i Neanderthal. 

[questa cosa va ricordata ai razzisti scemi: noi amici cari siamo afriani, i veri europei erano scimmiotti assai grezzi che sono estinti]

Ecco che i sapiens si scontrano con i Neanderthal ,e i Neanderthal sono più forti. Più grossi, più massicci, più tosti. Ma alla fine sono stati spazzati via. Perché noi eravamo più adatti a sopravvivere qui. C’è chi dice che il nostro vantaggi sia stata la parola, che comunicavamo e quindi imparavamo, oppure che il nostro DNA fosse più tollerante alle radiazioni solari (siamo africani infatti: produciamo vitamina D con i nostri melanociti, pare che il cugino Neandhertaliano avesse  un sistema immunitario più carente e meno pronto). 

Quindi c’è stata un’evoluzione, qualcuno ha perso e qualcuno è diventato dominante. Il problema, se vogliamo continuare nel gioco del paragone, è che in questo esempio c’è stato uno sconvolgimento di migliaia di anni, i due gruppi hanno coabitato a lungo prima dell’esenzione degli scimmioni. 

Noi oggi siamo invece travolti dalla velocità. Nel 900 la vita umana è stata stravolta dalle innovazioni tecnologiche, nell’ultimo decennio abbiamo accesso a una mole di dati e informazioni mostruosa, il mondo sembra rivoluzionarsi un giorno si e l’altro pure. 

E quindi non si capisce un tubo, è tutto troppo dannatamente veloce. E una roba naturale come una pandemia, che caratterizza la vita umana da sempre, oggi sembra cosi storica e drammatica perché impatta in un mondo dove tutto è ferocemente amplificato. 

Talmente esasperato che ti ritrovi a leggere i pensieri di un dentista che passeggia nella sua città di origine in una mattina così strana da meritare uno sfogo su carta (anzi no, su blog!)

Alla fine si riduce a un problema di abitudini. Io sono anziano dentro, e come tutti i vecchi mi circondo di routine che consolano e tentano di mettere un cerotto all sconvolgimento di questo mondo così veloce. 

Cammino quindi, e cerco le solite strade note, e butto un occhio per cercare un forno aperto. Dio quanto mi piace mangiare la focaccia mentre cammino in città…

Ma tutto è chiuso, tutto spento, giustamente i lavoratori attendono a riaprire. Vedo però una signora, una turista. Parla in inglese con suo marito, guardano il cellulare seguendo penso google maps. Che strano, due turisti? Come cavolo avranno fatto ad arrivare, ma allora i voli funzionano? Una roba normale come due turisti a passeggio oggi mi sembra così assurda.

Ma sono provvidenziali: la signora ha un sacchetto di carta con scritto buon appetito!

Eureka! Allora qualcuno è aperto! Qualche matto tipo me garantisce le urgenze non differibili, e Gesù mio io sento una fame davvero non procrastinabile!

Come un tonno annaspo verso la zona da cui veniva la tipa di Albione, arranco assetato nel deserto e la prima pasticceria che incontro…chiusa!

Devo resistere, ce la posso fare, dopo c’è il Giurlani, quelli sono matti di lavoro peggio di me, credo fossero aperti anche durante la guerra, saranno loro sicuramente…nulla, sprangati!

Affranto vado verso la fine della strada, almeno mi guardo le mura un attimo poi giro e torno a casa, anche oggi niente cornetto come da troppo tempo a questa parte. Ma alla fine chi l’ha dura la vince, e trovo il barino fornitore degli inglesi che vende paste da asporto!

Entro baldanzoso e urlo buongiornooooo!!!! Pensavo la mascherina attenuasse un po’ l’entusiasmo ma temo di no, credo il pasticcere mi abbia preso per scemo… Anche lui vedo che è stranito, mi sa che è il primo giorno che riapre, e visibilmente emozionato mi chiede: “cosa le incarto??? Possiamo solo preparare da asporto”

Benissimo giovanotto, mi dia quel cornetto glassato che tanto voglio mangiare e camminare, sono multitasking, faccio ben due cose insieme!

Pago, esco veloce veloce, apro il sacchetto e…..aaaaaaaaaah profumo di gioia, di abitudini, di stupide cose che fanno sorridere, zucchero e burro, farina che fa male all’intestino ma chi se ne frega, il virus mi deve trovare grasso e con la glicemia stellare. 

Mi tolgo la mascherina, afferro il cornetto, la salivazione aumenta, mi scende quasi una lacrima dalla soddisfazione…neniii neniii!!!!

La Polizia!

Una panda della polizia passa di lì, apre il finestrino e mi fa: scusi ma deve tenere la maschera alzata. 

Guardo il poliziotto. 

Guardo il cornetto. 

Giuro stavo per finire nei guai. 

Poi il mio allenamento da lavoro mi fa essere diplomatico, sorridente, abituato a rispondere tranquillamente anche quando sento delle palesi stronzate. 

“Mi scusi agente, vado a consumare a casa”. Rimetto la maschera sul naso, il poliziotto soddisfatto di aver fatto il suo dovere di salvatore della salute pubblica saluta, chiude il finestrino, e la panda blu rombante se ne va. 

Confesso la mia colpa: aspetto 5 minuti, non c’era più nessuno. Ne’ un passante, ne’ un piccione, giusto il pasticcere che mi guardava al di là della vetrina. 

Veloce mi tuffo nel sacchetto, mangio vorace tipo Fantozzi con le polpette, e provo quel misto di goduria e senso di colpa che hai nell’infrangere leggi un po’ imbecilli. 

Me lo sono goduto veloce ma oh, ragazzi, che soddisfazione!

Sperando che questa mia pubblica confessione non mi conduca direttamente in carcere, mi avvio carico di grassi idrogenati e olio di palma verso casa. 

Dopo la quarantena esco finalmente e penso in sequenza alla nuova sociologia, ai rapporti umani, alla fatica di un lavoro arretrato, a come stabilire rapporti tra medico e paziente, a dove andrà l’economia, a chi sarà più adatto, a quanto sono buoni i cornetti specialmente se illegali, a come sia bella la Costituzione e le libertà personali, al fatto che dovrei andare in vacanza o in terapia perché Dio santo penso davvero troppo. 

Benvenuti nella fase II, per oggi ho dato e mi vado a rintanare in una comoda quarantena. 

 

L'articolo Fase due sembra essere il primo su Studi Medici Marsalli.

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Come organizziamo la sicurezza anti – Covid https://studiomarsalli.it/blog/la-sicurezza-anti-covid/ https://studiomarsalli.it/blog/la-sicurezza-anti-covid/#comments Fri, 17 Apr 2020 07:32:09 +0000 http://studiomarsalli.it/?p=2699 Dentista Lucca

In questo articolo voglio spiegarti bene cosa sto facendo in studio per la sicurezza di pazienti e personale     L’emergenza Covid sta cambiando le abitudini lavorative di molti, se non tutti. L’odontoiatria, che è una branca medica specialistica, si trova anche lei ad affrontare un momento complesso. In realtà il nostro lavoro non viene...

L'articolo Come organizziamo la sicurezza anti – Covid sembra essere il primo su Studi Medici Marsalli.

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Dentista Lucca

In questo articolo voglio spiegarti bene cosa sto facendo in studio per la sicurezza di pazienti e personale

 

 

L’emergenza Covid sta cambiando le abitudini lavorative di molti, se non tutti. L’odontoiatria, che è una branca medica specialistica, si trova anche lei ad affrontare un momento complesso.

In realtà il nostro lavoro non viene stravolto, perché gli studi dentistici sono addestrati DA SEMPRE a lavorare in sicurezza e pulizia. Tieni conto che, da protocollo, consideriamo ogni paziente potenzialmente affetto da HIV o HCV, in modo tale da tenere sempre al massimo l’attenzione e la sicurezza.

Il Coronavirus è un microrganismo non ancora del tutto noto, ma quello che abbiamo capito molto bene è che si trasmette per via aerea tramite le micro goccioline di saliva. Esiste uno studio americano che dimostra che, la categoria professionale POTENZIALMENTE più a rischio, è proprio l’odontoiatra con il suo team di lavoro.

Capisci bene quindi come sia nostro primario interesse fare tutto quello che la scienza e le istituzioni ci indicano per poter lavorare in tranquillità .

Ad oggi (sto scrivendo il 17 aprile 2020) non abbiamo ancora linee guida definitive, e non appena usciranno le applicheremo subito e te le racconteremo. Aspettiamo con trepidazione le linee guida ministeriali, così da essere tutti tranquilli. Questo articolo verrà via via aggiornato seguendo l’evoluzione quotidiana della problematica.

Vorrei però ugualmente raccontarti cosa ho fatto io seguendo indicazioni della letteratura scientifica internazionale e confronti costanti con la comunità medica odontoiatrica di cui mi onoro di far parte.

 

Iniziamo con un triage telefonico

Qui le nostre segretarie fanno delle specifiche domande ai pazienti prima di dar loro l’appuntamento:

  1. che lei sappia ha avuto Covid -19 o qualcuno a lei vicino?
  2. se ha risposto si, è guarito (con tampone negativo a testimoniarlo)
  3. attualmente è in quarantena?
  4. negli ultimi 14 giorni ha avuto contatti con persone affette da Covid – 19 ?
  5. negli ultimi 14 giorni ha effettuato viaggi in aree a rischio?
  6. negli ultimi 14 giorni ha avuto contatti con persone che sono state in aree a rischio?
  7. negli ultimi 14 giorni ha avuto o ha anche uno di questi sintomi? febbre/febbricola, tosse/raffreddore/difficoltà respiratoria, malessere/stanchezza, cefalea, congiuntivite, alterazioni nel gusto e nell’olfatto, sangue dal naso, inappetenza, perdita di peso, confusione/vertigine, vomito/diarrea

Se le risposte sono tutte tranquillizzanti, possiamo dare l’appuntamento al paziente. Ad oggi possiamo ricevere solo urgenze non rimandabili, attendiamo il nulla osta governativo per riprendere la normale attività clinica.

 

Ingresso in studio

Una volta arrivato in studio, il nostro paziente che ha preso appuntamento telefonico dopo il triage, viene accolto da una nostra segretaria.Ti chiediamo per favore di non venire accompagnato, per non far sostare persone in sala d’attesa. La sala d’attesa adesso ha solo due sedute distanziate due metri tra di loro, e come facevamo già prima ci impegniamo ad essere molto precisi negli orari per non farti attendere più del dovuto.

Ti chiediamo la cortesia di essere collaborativi ,e di essere anche te puntuale per poter far filare bene l’organizzazione di studio. Se hai impedimenti o anche minimi ritardi per favore telefonaci o mandaci un messaggio.

La nostra segretaria ti misurerà la temperatura corporea con un termometro scanner, e se avrai una temperatura inferiore ai 37 gradi potrai accedere alla zona clinica.

Troverai poi un totem con presenti:

  1. disinfettante mani base alcolico: ti chiediamo di disinfettare bene le mani per almeno 30 secondi.
  2. guanti monouso: dopo aver disinfettato le mani, dovrai indossare i guanti. Se ne hai già li potrai buttare nell’apposito contenitore e cambiarli con quelli nuovi.
  3. dopo aver indossato i guanti, potrai prendere i copriscarpe monouso e indossarli.

Solamente quando la segretaria ti darà indicazioni, potrai accedere alla zona clinica.

Passerai da soli, quindi di nuovo senza accompagnatori, e potremo fare eccezioni solo per bambini che non riescono a lasciare la mamma o persone molto anziane o portatori di handicap. Sono però eccezioni e ti preghiamo di aiutarci a rispettare questa disposizione, che so essere potenzialmente noiosa ma è per la sicurezza di tutti.

Ad oggi non possiamo fare tamponi o esami sierologici ai pazienti o al personale. Il sistema sanitario è in grossa difficoltà e svolge tamponi solo a persone che stanno male. Quando le cose cambieranno, quando il Ministero ci dirà cosa fare ti informeremo subito tramite i nostri canali soliti.

La zona clinica

Una volta entrato nella stanza con il riunito (la poltrona da dentista, per capirci) troverai una assistente ad accoglierti. Non spaventiamoci se vediamo il personale vestito un po’ strano: fino a poco tempo fa avevamo il camice, la cuffia, le mascherine chirurgiche, i guanti e gli occhiali.

Da adesso in poi saremo un po’ più sigillati, sempre per la tua e la nostra sicurezza. Forse sarà più difficile il dialogo, ma ricorda che dietro le protezioni ci sono le solite persone di prima che fanno del loro meglio per la cura del tuo sorriso:

  1. tute monouso coprenti da capo a piedi
  2. doppi guanti
  3. occhiali sigillanti di protezione
  4. maschera respiratoria ffp3

Anche lo studio apparirà un po’ diverso, e vedrai i nostri microscopi incapsulati in protezioni monouso e alcune macchine diverse.

Di base però la cura si svolgerà come prima, molte cose le facevamo di già:

  1. proveremo a fare le cure più complete possibili, in modo da farti fare meno visite possibili. Se ad esempio devi fare tre otturazioni, ti proporremo un appuntamento lungo in cui farle tutte insieme, cosi da abbattere la quantità di monouso utilizzata e ridurre il numero di viaggi che devi fare da noi.
  2. lavoreremo sempre sotto diga. Lo facevamo già , non è una novità. E’ un foglio di gomma di sicurezza che serve ad isolare i denti, ed ha anche il vantaggio di bloccare la fuoriuscita nell’ambiente di quelle goccioline di saliva che dicevamo prima.
  3. utilizziamo strumenti che riducono il più possibile l’aereosol, che è il nostro nemico in questa battaglia.
  4. alle pareti sono presenti delle macchine che filtrano l’aria. La aspirano in continuo, anche quando lavoriamo, la fanno passare attraverso dei filtri e delle lampade UV. Sappiamo che le lampade UV incapsulate eliminano il 99% e passa dei microrganismi, e non danno alcun effetto collaterale sulle persone presenti nella stanza. Dopo aver filtrato e sterilizzato l’aria, la reimmettono in automatico nella sala operativa. 

Finita la cura, verrai accompagnato in ufficio dove potrai prendere se serve un appuntamento o svolgere le pratiche amministrative. Potrai togliere guanti e copriscarpe, disinfettarti di nuovo le mani ed uscire tranquillamente.

 

Dietro le quinte

Quando te sei in segreteria, voglio raccontarti cosa facciamo in sala per preparare in sicurezza l’ambiente di lavoro per il paziente che seguirà. E’ molto importante perché vogliamo essere tranquilli nel nostro lavoro quotidiano, e pertanto ho provato a dotarmi della tecnologia presente sul mercato.

Ecco quindi cosa facciamo quando hai finito la tua cura odontoiatrica:

  1. l’assistente posiziona in un vassoio tutti gli strumenti utilizzati dopo essersi cambiata i guanti
  2. con nuovi guanti, attiva una macchina a vapore. E’ una lancia che spruzza vapore secco a 180 gradi con associato una miscela di disinfettante (una miscela di alcol, ipoclorito e acqua ossigenata). Questo getto è indirizzato sulle tute del medico e poi il medico fa lo stesso sulla tuta della assistente. A seguire l’assistente riprende la lancia e nebulizza tutta la stanza: si vaporizza i riunito, il microscopio incapsulato, gli strumenti sul vassoio di appoggio, le pareti, il pavimento e le finestre. In pratica la novità ,rispetto ai vecchi protocolli, è che usiamo una macchina con vapore associato per spingere ancora di più la disinfezione, non solo delle cose che tocca il paziente ma di tutta la stanza. 
  3. a questo punto il personale lascia la stanza e si aziona un ozonizzatore: questa machina produce appunto ozono, che va a eliminare ogni residuo di virus, batterio o fungo presente nell’ambiente. Va fatto a stanza vuota perché è potenzialmente dannoso per le vie respiratorie. A fine ciclo infatti il personale arieggia il locale eliminando le tracce dell’ozono residuo.
  4. nel frattempo che l’ozono lavora, le assistenti posizionano gli strumenti usati durante la cura in una macchina che, in automatico, si occupa di detergere e disinfettare gli strumenti. A fine ciclo ogni strumento verrà inserito in una busta monouso, posizionato in autoclave Classe B e affronterà un ciclo di sterilizzazione completo. Su ogni busta viene apposta un’etichetta con un codice univoco, codice che verrà poi registrato sulla cartella clinica del paziente dopo ogni prestazione, in modo da dare tracciabilità certificata a tutta la filiera di sterilizzazione.

Siamo quindi pronti per cambiarci e passare al prossimo paziente.

Inevitabilmente i tempi lavorativi si allungheranno, perché anche solo per ozonizzare e areare i locali occorre tempo. Dovremo quindi rivedere la nostra organizzazione per poterti dare la nostra solita disponibilità. Sto seriamente pensando di aumentare il numero di poltrone per poter fare una filiera più efficiente, ma l’investimento è così alto che no noi nego sto facendo bene i conti. Penso che in futuro dovremo ingrandirci per forza di cose, speriamo che la nostra economia riparta per poter dare a tutti modo di migliore nel lavoro.

Nel frattempo io mi impegno con la mia squadra alla massima attenzione, e stiamo sul pezzo attendendo ciò che il Governo ci indicherà di fare. Questo come sempre per poterti garantire il massimo della sicurezza. 

Se hai dubbi o domande scrivimi nei commenti, è un percorso difficile e ancora lungo ma alla fine penso proprio che ne usciremo più forti e migliori. 

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La carie https://studiomarsalli.it/blog/la-carie/ https://studiomarsalli.it/blog/la-carie/#respond Thu, 16 Apr 2020 07:06:04 +0000 http://studiomarsalli.it/?p=2691 Dentista Lucca

Che cos’è, come compare e cosa possiamo fare per prevenirla   Oggi parliamo della carie, uno dei nemici principali contro cui lottiamo noi dentisti. La carie non è semplicemente un buco nel dente da trattare, ma una vera e propria malattia. Una malattia tremendamente comune, tra l’altro: tieni conto che risulta essere la MALATTIA PIU’...

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Dentista Lucca

Che cos’è, come compare e cosa possiamo fare per prevenirla

 

Oggi parliamo della carie, uno dei nemici principali contro cui lottiamo noi dentisti. La carie non è semplicemente un buco nel dente da trattare, ma una vera e propria malattia. Una malattia tremendamente comune, tra l’altro: tieni conto che risulta essere la MALATTIA PIU’ DIFFUSA AL MONDO, colpendo 9 persone su 10. 

Una statistica che spaventa, perché ci dice che nell’arco della propria vita solo una persona su dieci non subirà una carie.

Quello che dobbiamo fare è capire da cosa origina questa malattia, come si forma e cosa fare per prevenirla. Dobbiamo infatti superare l’idea che la carie sia qualcosa di ineluttabile, che tanto prima o poi nella vita ti capiterà. 

E non dobbiamo pensare alla carie come solo un’otturazione da fare. Non è un buco da ripulire e riempire, lo ripeto  fino ad annoiarti ma è una malattia che possiamo impedire che compaia. 

La cura della carie non è quindi l’otturazione o nei casi più avanzati la devitalizzazione e un restauro protesico, è al contrario intervenire sulle abitudini errate che possiamo avere per ridurre al minimo il rischio di ammalarsi. 

Iniziamo con il dire che la carie è una malattia dove alcuni batteri pericolosi svolgono un ruolo determinante: questi particolari microbi, in presenza di alcuni zuccheri come il saccarosio (il classico zucchero bianco che usiamo in cucina) svolgono una azione di fermentazione che produrrà come scarti acidi e tossine. Questi acidi, prodotto secondario quindi della loro digestione, andranno a intaccare la superficie di smalto e dentina, andando a compiere una lenta ma inarrestabile erosione. 

Se immagini un muro di casa, immaginalo esposto alle intemperie: inizialmente si sfalderà la tinta più superficiale, poi se nessuno interviene si intaccherà l’intonaco e via via fino a perdere mattone per mattone. Stessa cosa accade ai nostri denti esposti all’azione degli acidi batterici.

Noi possiamo fare in modo che queste intemperie si riducano al minimo, creando delle condizioni ambientali perché la tinteggiatura del nostro muro/dente non venga scalfita. 

Per fare diventa molto importante la tua dieta quotidiana.

  1. evita il più possibile che la tua bocca sia a contatto con alimenti ricchi di zuccheri
  2. Presta grande attenzione a spazzolino, filo interdentale, scovolino e idropulsore: tieni conto che se non usi nulla di interdentale ma passi solo lo spazzolino, una gran parte delle superfici dei denti non sarà pulita e si accumuleranno batteri e acidi che intaccano i tuoi denti
  3. Fai visita e igiene orale professionale periodica, in media una volta ogni 6 mesi seguendo però le indicazioni che ti darà il tuo dentista e igienista dentale di fiducia
  4. Evita come la peste bevande zuccherate industriali 
  5. Non fare dei continui spunti durante la giornata: i tre pasti fondamentali e basta per non aumentare la frequenza di esposizione a cibi potenzialmente cariogeni
  6. Se hai i denti accavallati e non perfettamente allineati potresti avere più difficoltà a pulire bene. Presta ancora più attenzione alla tua igiene orale
  7. Preferisci sempre alimenti come verdure e frutta fresca
  8. Usa gomme da masticare allo xilitolo 
  9. Attenzione ai nostri bambini fin dalla prima infanzia 
  10. Usare dentifrici al fluoro o con idrossiapatite seguendo le indicazioni del tuo odontoiatra di fiducia
  11. Se hai otturazioni o corone fai ancora più attenzione: i denti già curati con otturazioni sono più a rischio di avere una carie secondaria.
  12. Se porti l’sparecchio ortodontico fai molta attenzione, devi essere maniacale con l’igiene seguendo le indicazioni del tuo ortodontista.

La prevenzione della carie la facciamo quindi con una alimentazione corretta e facendo attenzione alle manovre di igiene orale, ma un’aspetto da approfondire che spesso dimentichiamo è che un ruolo fondamentale lo faranno le neo mamme.

Per ammalarsi di carie i giochi si svolgono principalmente nella primissima infanzia, e se riusciamo a non far ammalare i nostri bambini con buone probabilità diventeranno degli adulti liberi dalla carie.

È fondamentale che fin dai primi mesi non si creino le condizioni ambientali adatte nella bocca del bambino per far affermare ceppi di batteri cariogeni acido produttori.

Per la salute del bambino, per farlo diventare un adulto dalla bocca sana, sarà fondamentale fare:

  1. ridurre il più possibile l’esposizione a cibi ricchi di zuccheri: biscotti, omogeneizzati, sciroppo, bevande zuccherate… meno zucchero possibile e con meno frequenza di assunzione giornaliera possibile. Se calcoliamo un fabbisogno calorico per un bambino di un anno in 1000 Kcal al giorno, la quantità di zuccheri assunti non deve superare il 10%  del fabbisogno giornaliero. Due omogeneizzati alla frutta vanno bene, ad esempio. Ma non diamo loro caramelle o biscotti come contentino, altrimenti sforiamo la soglia appena vista. Ricorda poi che possibilmente sarebbe meglio dare loro la frutta fresca, non i preparati omogeneizzati, perché gli zuccheri nella frutta fresca sono ancora legati alle fibre e quindi non hanno potere cariogeno. 
  2. I genitori devono stare molto attenti alla loro personale igiene orale. I batteri della bocca del bambino arrivano per una contaminazione: ci può essere una trasmissione verticale (adulto/bambino) e una orizzontale (bambino/bambino). La trasmissione verticale avviene di solito da genitore a bambino, con uno scambio di saliva. Magari la mamma o il babbo assaggiano la pappa o lavano il ciuccio con la propria saliva. Se la bocca dei genitori è sana e con poche o nessuna carie, il bambino avrà ottime possibilità di non avere batteri patogeni nel suo cavo orale. 

La carie quindi è una malattia infettiva, ed è dovuta alla proliferazione massiccia di batteri che producono acidi consumando zuccheri introdotti dalla nostra alimentazione: la domanda che adesso uno può farsi è se sia contagiosa. 

Come abbiamo appena visto in effetti i batteri che sono responsabili della carie si trasmettono tramite la saliva, ma questa possibilità di contagiarsi avviene solo da bambini. Da adulti non avviene, anche perché questi batteri hanno bisogno di un ambiente adatto per proliferare. Se ad esempio una ragazza senza carie bacia il suo fidanzato che ha avuto o ha problemi di carie, anche se c’è un contatto con la saliva ricca di batteri patogeni la ragazza, se mantiene le sue buone abitudini di igiene orale e di alimentazione sana, non svilupperà carie. 

Quindi attenzione da bambini ai batteri, da adulti i giochi si spostano sulle abitudini quotidiane di pulizia e sana alimentazione.

 

 

Non è stata poi dimostrata una predisposizione genetica alla carie:

 

sono ereditatili delle condizioni potenzialmente predisponenti, come un flusso salivare più o meno abbondante, la qualità dello smalto, l’allineamento dei denti o la presenza di malattie come il reflusso gastrico.

 

 

Altro ruolo molto importante lo svolge la SALIVA.

 

La saliva infatti ha un’azione dilavante, cioè meccanicamente lava via residui di cibo fermentativi dai batteri cariogeni. Possiede poi elettroliti, enzimi e anticorpi con una azione protettiva e tampone fantastica. Pazienti infatti che hanno poca saliva o con una composizione alterata hanno purtroppo alte probabilità di sviluppare carie. Ricorda poi che durante il sonno, per un processo fisiologico, si riduce la produzione di saliva, e quindi si abbassa la sua azione protettiva: per questa ragione è ancora più fondamentale lavare bene i denti prima di andare a dormire, proprio perché nella notte perdiamo un difensore dei nostri denti. 

 

Da non dimenticare che esistono dei farmaci che predispongono la carie

magari perché hanno al loro intero zuccheri (penso agli sciroppi) o perché possono modificare il flusso di saliva e/o il suo ph. Infatti durante la visita odontoiatrica facciamo molta attenzione ai tipi di farmaci che assume il nostro paziente, possono essere degli indizi preziosi per capire la sua predisposizione alla carie. 

 

 

Un ruolo di difesa molto importante è data dal fluoro e dalla idrossiapatite.

In passato il fluoro veniva dato ai bambini per via sistemica, ad esempio con delle pasticchine. Ad oggi le indicazioni ministeriali prediligono l’azione topica, locale, tramite l’uso di dentifrici specifici. Basta l’equivalente di un chicco di riso sullo spazzolino del bambino per avere un’azione protettiva. 

Da adulti, specialmente se abbiamo già avuto carie e abbiamo molte otturazioni, un bel sistema di difesa sono alcune mousse alla idrossiapatite. Le possiamo mettere sulla spazzolino e magari solo scovolino, in modo da farle passare tra un dente e l’altro. Sono dei presidi medico chirurgici, e questo fa si che pur essendo più costosi dei prodotti da supermercato li puoi portare in detrazione come spese sanitarie. Ne esistono vari tipi, te le prescrive il dentista dopo una visita accurata. 

 

 

L’articolo è un po’ lungo, lo so, e spero di non averti annoiato! Però era molto importante secondo me fare un po’ di chiarezza sulla carie.

Quando faccio un’otturazione è sempre una sconfitta: l’ideale (e dobbiamo arrivarci) è farsi visitare dallo studio odontoiatrico per fare l’igiene periodica e andare a casa senza che il tuo dentista abbia trovato nuove carie. Non dobbiamo rassegnarci all’idea che sia una malattia inevitabile, possiamo e dobbiamo fare in modo di prevenirla alla radice!

 

 

 

P.S. se vuoi puoi “ascoltare ” questo articolo nella terza puntata del mi podcast “dal Dentista senza paura”. Buon divertimento 🙂 

 

 

 

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Il nuovo podcast online! https://studiomarsalli.it/blog/il-nuovo-podcast-online/ https://studiomarsalli.it/blog/il-nuovo-podcast-online/#respond Tue, 14 Apr 2020 08:15:49 +0000 http://studiomarsalli.it/?p=2687 Dentista Lucca

Il primo podcast in Italia fatto da un dentista. Scopri nelle varie puntate notizie utili per la salute del tuo sorriso.

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Dentista Lucca

Ho pensato di realizzare il podcast “dal dentista senza paura”. E’ il mio modo di mantenermi in contatto con i miei pazienti anche in questa fase di quarantena forzata (mentre sto scrivendo siamo a metà aprile 2020 e  non sappiamo ancora quando sconfiggeremo il Covid -19)

L’odontoiatria cambierà, la medicina anche, e abitudini consolidate probabilmente verranno meno: dobbiamo provare a riorganizzarci per la fase 2 e la fase 3. 

La telemedicina negli Stati Uniti sta prendendo sempre più piede, e nascono ogni giorno applicazioni utili per monitorare i pazienti a distanza.

Chiaro che non potremo mai fare un’otturazione via Skype o una igiene orale su Whatsapp, ma magari tutta la parte di educazione e di informazione possiamo riuscire a farla anche al di fuori dei nostri studi.

Scrivo il blog da molti anni e quindi mi risulta semplice raccontarti nel dettaglio come lavoro, e in queste settimane di quarantena ho scoperto piacevolmente il podcast.

Semplificando, è una specie di radio on line dove autori dei più svariati settori fanno dei piccoli show dove raccontano i temi a loro più cari.

Senza alcuna presunzione, ho notato che podcast fatti da medici odontoiatri in Italia non ci sono, e ho pensato di riempire io questo vuoto. 

Quindi, se sei un mio paziente puoi ascoltare i consigli che ti regalo per la salute del tuo sorriso, ma anche se non sei un mio paziente magari puoi trovare interessanti queste info che valgono chiaramente per tutti.

Proverò ad essere meno tecnico possibile, raccontandoti il lavoro del dentista senza paroloni in dottorese che non servono a un tubo.

Se vuoi puoi seguire le puntate del podcast direttamente dalla prima pagina del mio sito, altrimenti lo puoi trovare su i più importanti distributori di podcast (iTunes e Spotify)

Buon ascolto e, se hai domande o temi che ti piacerebbe che io affrontassi nel podcast, non esitare a lasciarmi i tuoi suggerimenti qui sotto nei commenti!

 

 

 

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I 10 comandamenti del Dentista Digitale https://studiomarsalli.it/blog/10-comandamenti-del-dentista-digitale/ https://studiomarsalli.it/blog/10-comandamenti-del-dentista-digitale/#respond Fri, 10 Apr 2020 14:07:42 +0000 http://studiomarsalli.it/?p=2682 Dentista Lucca

Cosa significa Dentista Digitale? Ecco qui un decalogo (i 10 comandamenti del Dentista Digitale) che ti descrive nel dettaglio la mia filosofia di lavoro.

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Dentista Lucca

Scrivo molto su internet e ricevo un sacco di mail e messaggi. Mi fa molto piacere, è davvero bello e interessante parlare con persone da tutta Italia. In molti non diventeranno miei pazienti, è un po’ scomodo venire a Lucca dalla Sicilia, ma non importa. Spesso si può aiutare una persona semplicemente ascoltando o dando un consiglio disinteressato.

Una domanda tipica che mi viene fatta è che cosa significhi Dentista Digitale. Lo capisco, è un concetto strano: che fai, le otturazioni via mail?! L’igiene su Skype?!

Ho deciso quindi di prendermi un po’ di tempo e di buttare giù la mia filosofia di lavoro, e cioè

i 10 comandamenti del Dentista Digitale

Ti avviso in anticipo: è un articolo un po’ lungo, ma ho voluto metterci TUTTO così ci togliamo il dente una volta e basta (battutaccia, lo so 😀 )

 

1) la cura inizia con la spiegazione

La parola è la cosa meno digitale del mondo, la comunicazione verbale  è alla base della civiltà umana.

Ma proprio per questa sua importanza ancestrale la metto al primo posto di questo decalogo.

Tra medico e paziente si instaura un rapporto di fiducia: anche se il medico è dotato di tutta la tecnologia del mondo, anche se ha uno studio che fa impallidire l’Enterprise, tutto passa in secondo piano se non si spiega.

Se non racconto nei minimi dettagli al mio paziente cosa faccio, cosa farò e cosa sto per fare, diventa un rapporto sbilanciato: io che “comando” te che “subisci” la cura.

Niente di più sbagliato.

Dobbiamo invece entrare in sintonia, creando quello che in dottorese si chiama rapporto terapeutico per costruire insieme la cura.

Prova a immaginare una terapia come una camminata nel bosco.

Io sarò la tua guida CAI, te un giovane esploratore che vuole arrivare alla vetta del monte (cioè la salute del tuo sorriso). Studieremo insieme il sentiero da percorrere: grazie alla mia esperienza pianificherò soste e rifornimenti, calibreremo la difficoltà del cammino in base alle tue esigenze  e arriveremo in cima contenti e mai stremati.

Non posso dirti che non suderemo mai, che non sentiremo mai la sete o la fame, ma quello che posso assicurarti è che affronteremo INSIEME il sentiero, che non ti nasconderò mai nessuna difficoltà e che troveremo il modo di superarla.

Tutto chiaramente utilizzando la parola, il racconto, la spiegazione, il rapporto che si viene a creare tra di noi. Insomma, hai capito che ti verrò a noia perché sono un gran chiacchierone 😀

 

2) Digitalizziamo TUTTO

Se mi segui da un po’ avrai capito che fondamentalmente sono un Nerd 😀

Mi piace l’innovazione tecnologica, cerco ogni nuovo tool presente sul mercato che possa aiutarmi nel lavoro e non solo, investo un sacco di soldi in formazione e macchinari.

I dispositivi che ho nello studio sono il mio vanto: telecamera 3D per le impronte digitali, una stazione radiografica digitale 3D che può fare TUTTE le radiografie necessarie in odontoiatria, anestesia elettronica, stampanti 3D e tanto altro ancora.

http://studiomarsalli.it/blog/2017/02/03/dentista-digitale/

il dentista digitale o il dentista analogico?

Ci credo tanto perché penso che questi dispositivi mi aiutino a curarti meglio e con meno noie per te. Il punto fondamentale è farti star bene, e mi scervello quotidianamente per trovare soluzioni INNOVATIVE per poterlo fare.

 

3. Lavoriamo sempre al microscopio

Qualche anno fa sono stato a un corso: un collega americano faceva vedere dei lavori fatti da lui.

Sublime! Delle opere d’arte, davvero qualcosa di straordinario. Mi sono detto: voglio diventare come lui! Come riusciva questo medico a lavorare così bene, con tanta cura per i dettagli, con tanta pulizia ed eleganza? Semplice, ci vedeva bene e grande.

Lui usava uno stereomicroscopio.

http://studiomarsalli.it/blog/2017/08/17/il-microscopio-in-odontoiatria-microscopio-dentale-lucca/

approfondisci qui il tema del microscopio operatorio in odontoiatria

Devi sapere che questo macchinario strano è normalmente utilizzato in chirurgie complesse, tipo la neurochirurgia o la chirurgia della mano. Però, pur nella consapevolezza di non salvare vite, anche il dente merita la solita precisione che ci mette un neurochirurgo nella terapia della spina dorsale.

Non esiste secondo me una classifica di nobiltà o di importanza delle parti anatomiche, io devo e voglio metterci la medesima cura nel rimuovere una carie di quella che ci mette un collega a rimuovere un tumore.

Per raggiungere questo livello di accuratezza devo vederci BENE e GRANDE.

Da qui l’idea di acquistare un primo microscopio operatorio. Investimento pesante, posso assicurarti che sono strumenti di alto livello e quindi mooooolto costosi, ma ne è valsa tremendamente la pena.

Non riesco ad oggi a fare più nulla, nemmeno una “semplice” igiene, senza microscopio.

È diventato parte di me e della mia quotidianità, afferrare il “bimbone” (così lo chiamiamo nella squadra :D) è la prima cosa che faccio fin dalla prima visita. Con lui, foto e video di quello che vedo e di quello che faccio, così da poterti mostrare tutto.

La parola di cui dicevamo nel primo comandamento è importantissima, ma spesso si capisce di più e meglio guardando una foto sul mio maxischermo. Se ti dico che hai una carie e ti racconto dove si trova e quanto ha intaccato il tuo dente, magari mi fai si si con la testa ma alla fine ci hai capito il giusto. Ma non perché sei scemo, anzi!, è che sono concetti tecnici difficili da spiegare. Se invece ti faccio vedere il buco, la linea scura, la frattura presente e ti mostro magari foto di altri lavori per farti vedere come verrà il risultato finale, ci capiamo subito e al volo.

In questo il microscopio operatorio è veramente il top.

Si può fare anche con telecamerine o macchine fotografiche, ma io ti posso mostrare con il micro fino a 30 volte di ingrandimento, con una accuratezza e una precisione incomparabile.

E poi chiaramente il lavoro. Pensa a una igiene: qui dobbiamo banalmente togliere ogni traccia di placca, tartaro o macchie. Facendola al microscopio sono sicuro di rimuovere TUTTO il tartaro, ma non perché sono bravo, è che banalmente lo vedo fin nei più piccoli recessi e anfratti, vado lì con mini strumenti e rimuovo tutto delicatamente finche non VEDO che è pulito.

Semplice e intuitivo, no? Rimanendo poi sull’igiene: usando qppunto questi microstrumenti riesco ad essere oltremodo delicato: tocco soltanto la placca e il tartaro, i tuoi denti e le tue gengive li sfioro appena.

http://studiomarsalli.it/blog/2016/12/01/igiene-orale-luccadentista-luccaigiene-dentale-lucca/

come facciamo noi l’igiene orale

Perché appunto, non mi stancherò mai di ripeterlo, vedo e quindi controllo il mio gesto. Così facendo un’igiene potenzialmente dolorosa o semplicemente noiosa diventa un’esperienza positiva.

 

4. Silenzio e calma

Un paio d’anni fa ho fatto installare in studio una radio centralizzata, con casse invisibili nel soffitto. Pensavo di creare un ambiente rilassante mettendo musica di sottofondo. L’idea era giusta, il problema è il mio sistema neurologico.

Ora, sappi che l’essere umano (e in particolare i maschi :D) non sono efficienti se circondati da stimoli multipli e discordanti. Il multitasking non funziona: rischi di fare più cose e tutte mediocremente. Ciò che invece spacca è il rimanere focalizzato e concentrato su UNA cosa.

Quando lavoro immagino tutti i miei interventi, anche una “semplice” igiene che poi tanto semplice non è, come un intervento chirurgico salvavita.

É una mia tara mentale, voglio immaginare tutto quello che faccio nella tua bocca come se fosse un trapianto di cuore. Così non mi distraggo, così sto sempre sul pezzo e do il massimo.

Parto sempre dalla convinzione di non essere un bravo dentista e sposto tutte le mie energie sulla preparazione e la concentrazione.

Quindi trasformo la mia sala operatoria microscopica in un santuario (perdona la metafora forse eccessiva ma è così che la vivo io), dove il silenzio e la calma la fa da padrone.

Poi ho il mio carattere abbastanza eremitico, ma questo credo ti interessi il giusto: stiamo qui a parlare del tuo sorriso e di cosa possiamo fare per aiutarti, mica delle mie tendenze ascetiche!

 

5. Si lasciano fuori dallo studio i problemi personali

La medicina è un lavoro di dedizione. Occorre sempre mettere al centro il paziente: quando una persona si affida a te per essere curata, il semplice atto di affidarsi ti porta in dono un compito arduo e nobile.

Per essere all’altezza di questa fiducia massima ti devi appunto dedicare anima e corpo, lasciando a casa tutte le ansie e le preoccupazioni personali.

Siamo esseri umani,  anche i medici si ammalano, litigano con il compagno o la compagna, hanno i figli che vanno male a scuola, i genitori che sia ammalano, le bollette da pagare. È la vita, che porta in dote inevitabile tutto un corollario di pesi e preoccupazioni.

Quello che da sempre mi impongo è di creare una barriera mentale quando sono alla poltrona.

Quando opero, quando lavoro, esiste soltanto il paziente e il suo problema. Tutto il resto deve rimanere fuori.  È un sistema che mi aiuta a dare il massimo sempre, perché il paziente merita solo il meglio che io riesco a dare. A lui non importa (giustamente) se qual giorno sono stanco, triste o dolorante. Gl interessa solo migliorare il suo sorriso, ed è un suo pieno diritto.

Ricordo ancora quando, pochi anni fa, mia mamma è venuta a mancare dopo una lunga malattia. Sono stato pochi giorni a casa, prima per stare accanto a lei negli ultimi momenti, poi per rimanere in famiglia a elaborare questa perdita. Rientrato a lavoro puoi immaginare quanta energia e positività potessi avere. La prima paziente, una signora gentile che mi conosce bene, sapeva cosa ci era capitato qualche giorno prima. Io faccio il professionale, svolgo la mia cura, ci metto tutto me stesso anche se avevo il groppo in gola. Lei alla fine mi saluta, mi abbraccia e mi dice: “grazie per essere qui oggi, so come stai e apprezzo tantissimo la tua voglia di lavorare comunque”. Il suo affetto e il suo apprezzamento sono stati un balsamo importante in giornate buie e da allora ripeto sempre a me stesso che, se sono stato in grado di svolgere il mio lavoro in giornate così difficili, posso farlo sempre. E credo mia mamma ne sarebbe contenta

 

6. Si sorride sempre. Gentilezza e basta.

Ti capita mai di entrare in un negozio e sembra che tu gli dia fastidio? È una roba tutta italiana, non siamo mica tanto accoglienti (specialmente con i clienti). A me monta un nervoso tremendo: ciccio, sono qui per comprare, almeno un sauto di cortesia fammelo.

Io capisco che tu possa avere le tue cose, che ti girino le scatole per un tuo motivo, però se lavori al pubblico ti dai una controllata.

Sennò cambi mestiere e vai a fare il pastore  in alta Garfagnana.

Quindi mi impongo con le mie collaboratrici di essere sempre accoglienti.

Già uno dal dentista non ci va molto volentieri: ammettiamolo, non è il massimo della vita. Almeno farlo in un ambiente educato e gentile! L’educazione e la gentilezza nel mio modo di pensare sono il minimo sindacale, proprio da A B C, ma siccome ad oggi mi sembra che sia sempre più raro ci tengo a riportare queste “banalità” nel mio decalogo. E poi diamine, curiamo i sorrisi, se fossimo musoni e imbronciati sempre sarebbe una bella contraddizione!

 

7. Sono un dentista editorialista

Se sei arrivato fino a questo punto, avrai capito che mi piace scrivere 😀

Ritornando al primo comandamento, la cura inizia con la spiegazione, penso che raccontarti ogni dettaglio delle nostre tecniche sia fondamentale.

Quindi scrivo libri, articoli sul blog, ogni giorno faccio un post sulla mia pagina Facebook.

http://studiomarsalli.it/blog/2017/08/09/il-mio-libro/

il libro del Dentista Digitale!

Quando vieni in studio, troverai molto materiale cartaceo che ti regaleremo a seconda del lavoro che dovrai fare. Un esempio pratico: devi mettere un impianto, ti consegnamo un report molto dettagliato in cui spiego ogni minimo dettaglio dell’intervento da fare. Così il consenso sarà veramente informato!

 

8. Organizzazione militare

Credo che i miei collaboratori un po’ mi detestino 😀

Mi piace l’efficienza, odio la mancanza di puntualità, le cure che programmiamo devono seguire un protocollo ben preciso.

In sala d’attesa non ci starai mai per più di qualche minuto, ti inviamo sempre un promemoria su whatsapp per ricordarti i tuoi appuntamenti, all’interno del studio ogni mio collaboratore ha il suo ruolo ben preciso per darti la prestazione migliore che possiamo.

Chiaramente non sono mai soddisfatto (per questo sto sulle scatole alle ragazze 😀 ) e studio sempre qualcosa per migliorare sempre di più. La perfezione per un essere umano è una maratona senza arrivo: ciò che conta però è non smettere mai di correre.

 

9. Pulizia maniacale

In uno studio dentistico ogni strumento deve essere imbustato, sterilizzato e tracciato. Punto.

È banale: se non siamo attenti nei minimi dettagli le persone rischiano di ammalarsi. Malattie gravi possono essere trasmesse attraverso strumenti non adeguatamente sterilizzabili.

Questo è banalmente una priorità.

I protocolli che utilizziamo sono di tipo ospedaliero, ogni strumento è adeguatamente deterso, disinfettato, asciugato e poi imbustato. Da qui, passa nel ciclo vero e proprio di sterilizzazione, con l’utilizzo di una autoclave classe B. Ogni busta viene etichettata con un codice alfa numerico che attesta la tracciabilità di tutta la filiera di sterilizzazione. Nella tua cartella clinica viene poi trascritto il codice degli strumenti per poter sempre risalire al ciclo di sterilizzazione e all’operatore responsabile.

Oltre a questo, che ripeto è imprescindibile, dedichiamo grande attenzione agli ambienti di lavoro. Disinfezione periodica degli impianti di climatizzazione (se ne occupa un’azienda specializzata che fa il solito lavoro per l’ospedale di Cisanello), filtri nelle poltrone anti legionella, protocolli standardizzati di sanificazione dei riuniti dopo ogni intervento.

In più, ogni volta che entrerai nell’area clinica, ti verrano consegnati dei calzascarpe monouso, tipo quelli che si usano in piscina: un piccolo accorgimento per rendere il nostro studio sempre più pulito e sicuro.

 

10. Non siamo low cost

Tutte le innovazioni tecnologiche che ho inserito nello studio, tutti i protocolli di sicurezza e disinfezione, tutte le attenzioni che proviamo a darti purtroppo hanno un costo.

Non posso negare che esistono studi e catene più economici di noi.

Siamo piccoli, non posso avere dalla mia parte i vantaggi dell’economia di scala. La tassazione italiana è quella che è, noi lavoriamo fatturando e basta, chiaramente in paesi come l’est Europa il dentista costa tanto meno.

Io credo di fare del mio meglio per mantenere un tariffario onesto.

La cosa fondamentale è che tutto quello che dobbiamo fare per la tua bocca viene scritto in un preventivo preciso e dettagliato, in modo tale che tu sappia fin da subito che tipo di impegno economico richiede la terapia scelta.

Non avrai mai sorprese, i preventivi non lievitano magicamente a metà cura, quello che ti dico all’inizio così sarà alla fine. Questo posso assicurartelo.

Per il resto, se cerchi soluzioni economiche devo dirti con tutta onestà che non siamo noi la prima scelta. Puoi rivolgerti a qualche catena che sarà senz’altro più conveniente. Io preferisco curare poche persone ma non snaturando la filosofia del mio studio per la ricerca spasmodica del risparmio: per ridurre i prezzi dovrei ridurre la qualità che offro, ed è un compromesso che non voglio accettare.

 

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Siamo arrivati alla fine de i 10 comandamenti del Dentista Digitale.

Grazie per la pazienza! E se hai dubbi o domande, non esitare a scrivermi una mail a

info@studiomarsalli.it

sarò felice di risponderti!

 

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