Sono a posto così

sono a posto così

“Buonasera, sono ********e gestisco la *****,un’agenzia di marketing che si occupa di aiutare le attività come la vostra a migliorare la presenza online sui social e l’acquisizione di nuovi clienti attraverso strategie di marketing mirate per il settore dentistico Proprio vedendo come vi state muovendo nel mondo dell’online abbiamo notato che state tralasciando alcuni dettagli,proprio per questo motivo vi chiediamo se siete interessati ad ascoltare i nostri consigli ed avere una consulenza con noi e vedere se possiamo aiutare la vostra attività. Alla fine della consulenza(gratuita),potrete scegliere se utilizzare i consigli che vi daremo e agire da soli oppure iniziare una collaborazione Nel caso in cui fosse interessati potete direttamente contattarmi in privato Attendiamo una vostra risposta,buona serata”

 

Ecco il classico messaggio che ricevo su Facebook, LinkedIn o via mail (mi limito a fare copia incolla, sottolineando che l’Italiano incerto  sopra trascritto non è roba mia).

Decine di sedicenti esperti di marketing che vogliono farmi diventare milionario, con lo studio pieno di pazienti adoranti e pronti a bonificare, centinaia di persone che non vedono l’ora di provare l’orgasmo di regalare migliaia di euro al dentista Marsalli.

Borse di Chanel, Ferrari rombanti, ville ai Caraibi…tutta roba superata, la gente vuole rifarsi i denti da star e vuole correre felice nel fighissimo studio Marsalli.

A patto però che ti affidi alle mie cure di esperto di socialmediaviralneuroistagramvideomarketing.

Perché si, oggi la gente sceglie on line, il passaparola è morto, e te amico dentista di quartiere che cavolo vuoi capirne di socialmediaviralneuroistagramvideomarketing? 

Abbandonati a noi, novelli alchimisti del click, che trasformiamo in oro ogni like della tua pagina Facebook, che ti rendiamo una star del web alla Ferragni, ed avrai tanti di quesi soldi da non sapere più dove metterli. 

Costruisci il tuo Impero, fonda una catena, tanti studi con centinaia di umpalumpa a tua immagine e somiglianza, gira con una porche nuova ogni mese e chissenefrega della Finanza!

 

 

 

E’ sabato sera e sono a pezzi. 

Ho passato settimane da incubo, travolto da fatiche e pensieri. Il post Covid è stato una tragedia, norme e protocolli di sicurezza da imparare e seguire, materiale che non si trova, mascherine che costano come un foulard di Hermes, un’assistente decide di dimettersi, trovo una sostituta e dopo pochi giorni se ne va un’altra. 

Nel momento della ripartenza, per consegnare lavori in stand by da due mesi, nel momento in cui devo correre mi ritrovo con poco personale, gente da formare e colloqui da improvvisare. Con i pazienti che scalpitano (giustamente) per avere i lavori programmati (e spesso già pagati), con la paura di non farcela a reggere l’urto economico di questa nuova situazione, con la fatica di lavorare 60 ore a settimana come un criceto sotto steroidi. 

 

In tutto questo arriva una testina di vent’anni che dall’alto della fatica di aver preso una brillante laurea in socialcazzologia al Cepu, mi viene a dire che “sto tralasciando dettagli nella mia presenza on line” e che sto perdendo cosi tante occasioni…

 

Provo a farla breve: NON LI VOGLIO NUOVI PAZIENTI 

 

Viviamo in un mondo che ha trasformato la medicina in oggetto di trattativa. Mi compro la macchina, mi compro la lavatrice, mi compro l’otturazione. Uno scambio equo e poco solidale dove io paziente/cliente pago te dentista/ladro. E il dentista/ladro deve essere  veloce, rapido e muto.

 

Io sono nato ricco.

Nel senso che, rispetto alla stragrande maggioranza delle persone nel mondo, ho passato l’infanzia in un paese democratico senza patire mai un giorno di fame, i miei genitori lavoratori mi hanno fatto studiare e  mi hanno protetto, curato, cresciuto. Sono ricco, quindi. 

E povero al tempo stesso. 

Per creare lo studio (anche l’operaio vuole il figlio dottore, ma lui esagera e dopo la laurea diventa anche imprenditore) ho firmato tonnellate di mutui. Centinaia di migliaia di euro. Perché ho pensato che il marketing VERO è solo il fatto che la gente si deve trovare bene da me. E che io devo essere bravo, muovere bene mani e testa, e per riuscirci servono strutture, competenze, persone, energie e tempo. 

Tutto a un costo mostruoso. 

 

 

Capiamoci: io il marketing l’ho studiato e lo conosco anche bene.  Scrivo e collaboro per una rivista di settore  che parla proprio di questo, ho il piacere di conoscere marketers e gente in gamba del settore, scrivo su questo blog da anni, credo di essere stato tra i primi dentisti a Lucca ad aprire una pagina Facebook e un canale YouTube, ho scritto un libro che regalo ai pazienti, ho creato il primo podcast italiano dedicato ai pazienti odontoiatrici…

Ma io sono stanco e mi sono rotto.

Mi son rotto delle “opportunità”, dei “guadagni facili”, delle “ville al mare”, del “lavora 4 ore alla settimana”.

 

Se sei un dentista e stai leggendo questo articolo, ti dico come faccio io, e te lo dico pure gratis:

  1. Da me la visita si paga. E si fa sempre al microscopio. Punto. 
  2. Non ho convenzioni con NESSUNO. Le avevo, ho tolto tutto.
  3. La visita serve al paziente per decidere se vado bene a lui. Legittimo. Ma serve anche a me per capire se lui va bene a me.
  4. Il primo passo di OGNI cura è una igiene orale. E la faccio SOLO e SEMPRE io. E la faccio SOLO e SEMPRE al microscopio. Sempre per capire se il paziente va bene a me.
  5. Ho pochi collaboratori. Quei pochi sono più bravi di me nelle loro specializzazioni.
  6. Penso di essere assai scarso. Quindi faccio foto e video di OGNI MIO INTERVENTO, e mi riguardo in continuazione in cerca di errori da rimediare. 
  7. Ogni persona che lavora con me deve avere un’ATTENZIONE MANIACALE all’esperienza dei pazienti. 
  8. Ci siamo sempre. Anche durante una pestilenza.
  9. Non abbiamo insoluti. Chi decide di fare le cure paga in modo concordato. Patti chiari e amicizia lunga.
  10. Non faccio offerte o sconti.

 

La mia presenza on line è massiccia e organizzata. Ma lo scopo non è cercare nuovi pazienti, è rimanere in contatto con chi già lo è. Siccome il tempo è poco, le maschere ffp3 sono assurde, il caldo è insopportabile e manca il fiato, per spiegare ai miei pazienti cosa farò mando loro un articolo di questo blog. O un video. O una puntata del podcast. E’ un racconto uno a tanti ma indirizzato a una strettissima cerchia, e capita a volte un incidente involontario con qualche persona curiosa che legge o ascolta e decide di venire da me. 

 

 

Se vuoi diventare un mio paziente, sappi che il mio studio è piccolo. Ho sole due poltrone, io ho solo due mani, due occhi e un cervello. Il mio è un lavoro non scalabile, per dirla alla Taleb, e il tempo che mi è rimasto è davvero poco. Se ho fortuna ancora 15/20 anni e poi ciaone.

Quindi non accetto tutti. Non prendo tutti. 

Pensa pure che sono antipatico o spocchioso, più che legittimo, ma io non ho più la voglia e il tempo di fare l’errore di curare tutti. Non sono capace. 

Prima di tutto viene chi è già paziente, chi ci segue da anni. Poi le loro famiglie. Poi i loro amici. Poi i loro conoscenti. Non rimane spazio per chi cerca offerte. 

 

Durante la quarantena ho sentito dei sapori antichi. Ho rivisto il tempo, il suo incedere lento, con giornate che si ripetevano uguali cadenzate da cose piccole ma magiche. Mi facevo il caffè. Cucinavo. Leggevo tanto. Ascoltavo podcast. Creavo podcast. Sentivo il silenzio. Dormivo. 

Ora mangio poco, non leggo più, non ascolto nulla. Sono stordito dalla fatica, mi appendo al mio microscopio come Ulisse al pennone della nave, sballottato qua e la cercando risposte che non trovo.

Tra i dentisti c’è il più alto tasso di morti per infarto, cancro o suicidio. Qualcosa vorrà pur dire.

Io vorrei evitare tutto questo. 

 

Quindi supererò l’emergenza post Covid, poi rallenterò. Accontenterò chi già ci ha dato la sua fiducia e poi ridurrò ancora di più gli ingressi alle prime visite. Che così magari non ci crepo.

Ma al di là della mia salute, che non importa un fico secco a nessuno, un dentista disintegrato da turni massacranti o da debiti immani come può curare bene?

Non credo che allargherò mai lo studio, non voglio fare altri investimenti. Ho il mio microscopio robotizzato, ho il mio spazio, ho la mia squadra. Voglio passare ore a fare igieni orali al micro, facendo stupire le persone che mi dicono: “non ho sentito nulla, ma perché? come è possibile?”

Voglio fare un’otturazione con calma, fare foto di tutta la sequenza e a fine cura mostrarla al mio paziente: condivido con te il piacere di un lavoro ben fatto. 

Mi faccio trasparente, ti racconto cosa faccio per il tuo sorriso, ti dico non ce la faccio, ti affido a colleghi più bravi di me, ti vengo incontro come posso ma resto libero nella mia dignità di professionista, non ti racconto favole, mi addosso colpe e scanso meriti. 

E’ la vita solitaria del dentista microscopista, che magari tralascerà importanti opportunità on line ma chi se ne frega, va bene così. 

 

 

 

 

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Comments 4

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    Articolo bellissimo e scritto proprio a cuore aperto.. tanti complimenti e ammirazione da parte di un giovane collega che ha da poco aperto il suo studio da zero. Un saluto !

      Grazie mille un caro saluto!!!

    Un racconto bellissimo, fossi di Lucca saresti di sicuro il collega da cui mi farei seguire.
    Detto questo davvero un bel modo di vedere la professione per chiarezza di intenti e volontà nel perseguirli.

      Sei troppo buono, grazie di cuore!

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