Non è intelligente ma si applica

non è intelligente ma si applica

A scuola quando un alunno è svogliato ma brillante le prof dicono un po’ sconsolate ai genitori: “il ragazzo è intelligente ma non studia abbastanza. Peccato, potrebbe fare di più”.

Ecco, io penso di essere l’esatto opposto.

Da studente di medicina eccellevo, mi sono laureto con la media del 29 e alla fine ho preso anche la lode, ma non perchè fossi più bravo degli altri compagni di corso: anzi, c’erano colleghi davvero brillanti.

Io però lavoravo come un mulo.

Mi sfinivo sui libri, passavo ore e ore a studiare e a ripetere, non avevo particolari talenti se non la fame e la voglia di lavorare.

La fame di successo conta più del talento? A volte credo di si


Questa mia caratteristica si è mantenuta anche dopo la laurea: lavorando, frequentando corsi e congressi, vedevo e continuo a vedere dentisti bravissimi, con una mano supersonica e un’abilità chirurgica michelangiolesca.

Io non ho talenti fuori dal comune, non eccello in nulla, sento il peso della mia normalità da tutta una vita. E quindi lavoro, studio, spingo sempre al massimo per andare oltre i miei limiti, non sono mai felice dei risultati che ottengo.

Io opero sulle persone e con le persone: sento il peso grande della responsabilità, che toglie il sonno e non fa passare mai le ore.

Se sbaglio, qualcuno sta male, e io non voglio sbagliare.

Purtroppo l’errore capita, l’imprevisto è contemplato, noi chirurghi non siamo semi-dei che azzeccano tutto. Occorre l’umiltà di ammetterlo, l’onestà intellettuale di non pensarsi mai arrivati, la voglia brucinate di migliorare SEMPRE.

Potevo avere uno studio “normale”. Con il minimo sindacale…

Alla fine per fare il dentista cosa serve? Una poltrona, una sala sterilizzazione, i trapani, le assistenti, i materiali base. Può bastare, si riesce a lavorare bene anche con il minimo sindacale.

Ma io non sono bravo, non mi sento talentuoso, non mi accontento mai e cerco di fare di più, sempre di più, per chi si affida alle mie cure.

Ho voluto creare uno studio dentistico “digitale”

Uno studio cioè attrezzato con TUTTO ciò che la tecnologia, ad oggi, mi mette a disposizione.

  • Microscopio operatorio: anche una semplice igiene la faccio ad alto ingrandimento
  • Telecamera intraorale per le impronte digitali: odio le paste
  • Radiografia digitale 3D
  • Anestesia elettronica: perchè usare le vecchie siringhe quando posso non far sentire nulla durante l’anestesia?
  • Implantologia computer guidata
  • Laser

Ho provato a fare quello che mi riesce meglio, cioè lavorare al massimo, lavorare senza sosta.

Ad esempio, quando racconto a colleghi che faccio TUTTO al microscopio, anche l’igiene, mi dicono che sono un po’ matto.

Che la faccio tanto complicata.

Hanno ragione loro, la faccio complicata, ma io provo solo a mettermi nelle condizioni migliori per superare la mia normalità.

Non eccellendo in tutto, ho deciso poi di creare una squadra.

Cristiano Ronaldo giocherebbe bene anche nella Lucchese, ma ho come l’impressione che con accanto altri campioni renda assai di più. Figurati uno normale…

Quando ho dei pazienti che devono fare estetica viene il dr. Andrea, quando dobbiamo fare ortodonzia la dr.ssa Silvia, quando dobbiamo estrarre dei denti del giudizio la dr.ssa Sara, quando dobbiamo fare una devitalizzazione il dr. Daniele.

Con più medici a fianco, con una squadra di assistenti ben organizzate, con dei dispositivi medici di ultima generazione, riesco così a superare miei limiti personali.

Sarei presuntuoso e disonesto a dirti cose mirabolanti sul mio conto, sarebbe un gran bel marketing ma non mi frega nulla di cercare nuovi pazienti o altro lavoro.

Mi interessa di più raccontarti, con tutta l’onestà di cui dispongo, con il cuore in mano, quanto ci tengo al mio studio e quanta dedizione ci metto.

Magari non interessa a nessuno (e lo capisco) ma se anche tu non sei il fenomeno in terra del tuo settore, se anche tu sei bravo ma non ti senti bravissimo, accetta un paio di consigli da chi si scervella da anni:

  1. accetta i tuoi limiti e lavora come un disperato per superarli.
  2. cerca persone migliori di te e circondatene. Meglio essere l’ultimo dei primi che il primo degli ultimi.

Alla fine la resilienza vince sempre, conta solo il tuo impegno e la tua voglia di fare.

Con la tenacia, la costanza, la rabbia di chi è partito da zero e non ha mai avuto nulla di regalato, riuscirai ad arrivare là dove nemmeno i tuoi sogni osavano spingersi.

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