I 10 comandamenti del Dentista Digitale

i 10 comandamenti del dentista digitale

Scrivo molto su internet e ricevo un sacco di mail e messaggi. Mi fa molto piacere, è davvero bello e interessante parlare con persone da tutta Italia. In molti non diventeranno miei pazienti, è un po’ scomodo venire a Lucca dalla Sicilia, ma non importa. Spesso si può aiutare una persona semplicemente ascoltando o dando un consiglio disinteressato.

Una domanda tipica che mi viene fatta è che cosa significhi Dentista Digitale. Lo capisco, è un concetto strano: che fai, le otturazioni via mail?! L’igiene su Skype?!

Ho deciso quindi di prendermi un po’ di tempo e di buttare giù la mia filosofia di lavoro, e cioè

i 10 comandamenti del Dentista Digitale

Ti avviso in anticipo: è un articolo un po’ lungo, ma ho voluto metterci TUTTO così ci togliamo il dente una volta e basta (battutaccia, lo so 😀 )

1) la cura inizia con la spiegazione

La parola è la cosa meno digitale del mondo, la comunicazione verbale  è alla base della civiltà umana.

Ma proprio per questa sua importanza ancestrale la metto al primo posto di questo decalogo.

Tra medico e paziente si instaura un rapporto di fiducia: anche se il medico è dotato di tutta la tecnologia del mondo, anche se ha uno studio che fa impallidire l’Enterprise, tutto passa in secondo piano se non si spiega.

Se non racconto nei minimi dettagli al mio paziente cosa faccio, cosa farò e cosa sto per fare, diventa un rapporto sbilanciato: io che “comando” te che “subisci” la cura.

Niente di più sbagliato.

Dobbiamo invece entrare in sintonia, creando quello che in dottorese si chiama rapporto terapeutico per costruire insieme la cura.

Prova a immaginare una terapia come una camminata nel bosco.

Io sarò la tua guida CAI, te un giovane esploratore che vuole arrivare alla vetta del monte (cioè la salute del tuo sorriso). Studieremo insieme il sentiero da percorrere: grazie alla mia esperienza pianificherò soste e rifornimenti, calibreremo la difficoltà del cammino in base alle tue esigenze  e arriveremo in cima contenti e mai stremati.

Non posso dirti che non suderemo mai, che non sentiremo mai la sete o la fame, ma quello che posso assicurarti è che affronteremo INSIEME il sentiero, che non ti nasconderò mai nessuna difficoltà e che troveremo il modo di superarla.

Tutto chiaramente utilizzando la parola, il racconto, la spiegazione, il rapporto che si viene a creare tra di noi. Insomma, hai capito che ti verrò a noia perché sono un gran chiacchierone 😀

2) Digitalizziamo TUTTO

Se mi segui da un po’ avrai capito che fondamentalmente sono un Nerd 😀

Mi piace l’innovazione tecnologica, cerco ogni nuovo tool presente sul mercato che possa aiutarmi nel lavoro e non solo, investo un sacco di soldi in formazione e macchinari.

I dispositivi che ho nello studio sono il mio vanto: telecamera 3D per le impronte digitali, una stazione radiografica digitale 3D che può fare TUTTE le radiografie necessarie in odontoiatria, anestesia elettronica, stampanti 3D e tanto altro ancora.

http://studiomarsalli.it/blog/2017/02/03/dentista-digitale/

il dentista digitale o il dentista analogico?

Ci credo tanto perché penso che questi dispositivi mi aiutino a curarti meglio e con meno noie per te. Il punto fondamentale è farti star bene, e mi scervello quotidianamente per trovare soluzioni INNOVATIVE per poterlo fare.

3. Lavoriamo sempre al microscopio

Qualche anno fa sono stato a un corso: un collega americano faceva vedere dei lavori fatti da lui.

Sublime! Delle opere d’arte, davvero qualcosa di straordinario. Mi sono detto: voglio diventare come lui! Come riusciva questo medico a lavorare così bene, con tanta cura per i dettagli, con tanta pulizia ed eleganza? Semplice, ci vedeva bene e grande.

Lui usava uno stereomicroscopio.

http://studiomarsalli.it/blog/2017/08/17/il-microscopio-in-odontoiatria-microscopio-dentale-lucca/

approfondisci qui il tema del microscopio operatorio in odontoiatria

Devi sapere che questo macchinario strano è normalmente utilizzato in chirurgie complesse, tipo la neurochirurgia o la chirurgia della mano. Però, pur nella consapevolezza di non salvare vite, anche il dente merita la solita precisione che ci mette un neurochirurgo nella terapia della spina dorsale.

Non esiste secondo me una classifica di nobiltà o di importanza delle parti anatomiche, io devo e voglio metterci la medesima cura nel rimuovere una carie di quella che ci mette un collega a rimuovere un tumore.

Per raggiungere questo livello di accuratezza devo vederci BENE e GRANDE.

Da qui l’idea di acquistare un primo microscopio operatorio. Investimento pesante, posso assicurarti che sono strumenti di alto livello e quindi mooooolto costosi, ma ne è valsa tremendamente la pena.

Non riesco ad oggi a fare più nulla, nemmeno una “semplice” igiene, senza microscopio.

È diventato parte di me e della mia quotidianità, afferrare il “bimbone” (così lo chiamiamo nella squadra :D) è la prima cosa che faccio fin dalla prima visita. Con lui, foto e video di quello che vedo e di quello che faccio, così da poterti mostrare tutto.

La parola di cui dicevamo nel primo comandamento è importantissima, ma spesso si capisce di più e meglio guardando una foto sul mio maxischermo. Se ti dico che hai una carie e ti racconto dove si trova e quanto ha intaccato il tuo dente, magari mi fai si si con la testa ma alla fine ci hai capito il giusto. Ma non perché sei scemo, anzi!, è che sono concetti tecnici difficili da spiegare. Se invece ti faccio vedere il buco, la linea scura, la frattura presente e ti mostro magari foto di altri lavori per farti vedere come verrà il risultato finale, ci capiamo subito e al volo.

In questo il microscopio operatorio è veramente il top.

Si può fare anche con telecamerine o macchine fotografiche, ma io ti posso mostrare con il micro fino a 30 volte di ingrandimento, con una accuratezza e una precisione incomparabile.

E poi chiaramente il lavoro. Pensa a una igiene: qui dobbiamo banalmente togliere ogni traccia di placca, tartaro o macchie. Facendola al microscopio sono sicuro di rimuovere TUTTO il tartaro, ma non perché sono bravo, è che banalmente lo vedo fin nei più piccoli recessi e anfratti, vado lì con mini strumenti e rimuovo tutto delicatamente finche non VEDO che è pulito.

Semplice e intuitivo, no? Rimanendo poi sull’igiene: usando qppunto questi microstrumenti riesco ad essere oltremodo delicato: tocco soltanto la placca e il tartaro, i tuoi denti e le tue gengive li sfioro appena.

http://studiomarsalli.it/blog/2016/12/01/igiene-orale-luccadentista-luccaigiene-dentale-lucca/

come facciamo noi l’igiene orale

Perché appunto, non mi stancherò mai di ripeterlo, vedo e quindi controllo il mio gesto. Così facendo un’igiene potenzialmente dolorosa o semplicemente noiosa diventa un’esperienza positiva.

4. Silenzio e calma

Un paio d’anni fa ho fatto installare in studio una radio centralizzata, con casse invisibili nel soffitto. Pensavo di creare un ambiente rilassante mettendo musica di sottofondo. L’idea era giusta, il problema è il mio sistema neurologico.

Ora, sappi che l’essere umano (e in particolare i maschi :D) non sono efficienti se circondati da stimoli multipli e discordanti. Il multitasking non funziona: rischi di fare più cose e tutte mediocremente. Ciò che invece spacca è il rimanere focalizzato e concentrato su UNA cosa.

Quando lavoro immagino tutti i miei interventi, anche una “semplice” igiene che poi tanto semplice non è, come un intervento chirurgico salvavita.

É una mia tara mentale, voglio immaginare tutto quello che faccio nella tua bocca come se fosse un trapianto di cuore. Così non mi distraggo, così sto sempre sul pezzo e do il massimo.

Parto sempre dalla convinzione di non essere un bravo dentista e sposto tutte le mie energie sulla preparazione e la concentrazione.

Quindi trasformo la mia sala operatoria microscopica in un santuario (perdona la metafora forse eccessiva ma è così che la vivo io), dove il silenzio e la calma la fa da padrone.

Poi ho il mio carattere abbastanza eremitico, ma questo credo ti interessi il giusto: stiamo qui a parlare del tuo sorriso e di cosa possiamo fare per aiutarti, mica delle mie tendenze ascetiche!

5. Si lasciano fuori dallo studio i problemi personali

La medicina è un lavoro di dedizione. Occorre sempre mettere al centro il paziente: quando una persona si affida a te per essere curata, il semplice atto di affidarsi ti porta in dono un compito arduo e nobile.

Per essere all’altezza di questa fiducia massima ti devi appunto dedicare anima e corpo, lasciando a casa tutte le ansie e le preoccupazioni personali.

Siamo esseri umani,  anche i medici si ammalano, litigano con il compagno o la compagna, hanno i figli che vanno male a scuola, i genitori che sia ammalano, le bollette da pagare. È la vita, che porta in dote inevitabile tutto un corollario di pesi e preoccupazioni.

Quello che da sempre mi impongo è di creare una barriera mentale quando sono alla poltrona.

Quando opero, quando lavoro, esiste soltanto il paziente e il suo problema. Tutto il resto deve rimanere fuori.  È un sistema che mi aiuta a dare il massimo sempre, perché il paziente merita solo il meglio che io riesco a dare. A lui non importa (giustamente) se qual giorno sono stanco, triste o dolorante. Gl interessa solo migliorare il suo sorriso, ed è un suo pieno diritto.

Ricordo ancora quando, pochi anni fa, mia mamma è venuta a mancare dopo una lunga malattia. Sono stato pochi giorni a casa, prima per stare accanto a lei negli ultimi momenti, poi per rimanere in famiglia a elaborare questa perdita. Rientrato a lavoro puoi immaginare quanta energia e positività potessi avere. La prima paziente, una signora gentile che mi conosce bene, sapeva cosa ci era capitato qualche giorno prima. Io faccio il professionale, svolgo la mia cura, ci metto tutto me stesso anche se avevo il groppo in gola. Lei alla fine mi saluta, mi abbraccia e mi dice: “grazie per essere qui oggi, so come stai e apprezzo tantissimo la tua voglia di lavorare comunque”. Il suo affetto e il suo apprezzamento sono stati un balsamo importante in giornate buie e da allora ripeto sempre a me stesso che, se sono stato in grado di svolgere il mio lavoro in giornate così difficili, posso farlo sempre. E credo mia mamma ne sarebbe contenta

6. Si sorride sempre. Gentilezza e basta.

Ti capita mai di entrare in un negozio e sembra che tu gli dia fastidio? È una roba tutta italiana, non siamo mica tanto accoglienti (specialmente con i clienti). A me monta un nervoso tremendo: ciccio, sono qui per comprare, almeno un sauto di cortesia fammelo.

Io capisco che tu possa avere le tue cose, che ti girino le scatole per un tuo motivo, però se lavori al pubblico ti dai una controllata.

Sennò cambi mestiere e vai a fare il pastore  in alta Garfagnana.

Quindi mi impongo con le mie collaboratrici di essere sempre accoglienti.

Già uno dal dentista non ci va molto volentieri: ammettiamolo, non è il massimo della vita. Almeno farlo in un ambiente educato e gentile! L’educazione e la gentilezza nel mio modo di pensare sono il minimo sindacale, proprio da A B C, ma siccome ad oggi mi sembra che sia sempre più raro ci tengo a riportare queste “banalità” nel mio decalogo. E poi diamine, curiamo i sorrisi, se fossimo musoni e imbronciati sempre sarebbe una bella contraddizione!

7. Sono un dentista editorialista

Se sei arrivato fino a questo punto, avrai capito che mi piace scrivere 😀

Ritornando al primo comandamento, la cura inizia con la spiegazione, penso che raccontarti ogni dettaglio delle nostre tecniche sia fondamentale.

Quindi scrivo libri, articoli sul blog, ogni giorno faccio un post sulla mia pagina Facebook.

http://studiomarsalli.it/blog/2017/08/09/il-mio-libro/

il libro del Dentista Digitale!

Quando vieni in studio, troverai molto materiale cartaceo che ti regaleremo a seconda del lavoro che dovrai fare. Un esempio pratico: devi mettere un impianto, ti consegnamo un report molto dettagliato in cui spiego ogni minimo dettaglio dell’intervento da fare. Così il consenso sarà veramente informato!

8. Organizzazione militare

Credo che i miei collaboratori un po’ mi detestino 😀

Mi piace l’efficienza, odio la mancanza di puntualità, le cure che programmiamo devono seguire un protocollo ben preciso.

In sala d’attesa non ci starai mai per più di qualche minuto, ti inviamo sempre un promemoria su whatsapp per ricordarti i tuoi appuntamenti, all’interno del studio ogni mio collaboratore ha il suo ruolo ben preciso per darti la prestazione migliore che possiamo.

Chiaramente non sono mai soddisfatto (per questo sto sulle scatole alle ragazze 😀 ) e studio sempre qualcosa per migliorare sempre di più. La perfezione per un essere umano è una maratona senza arrivo: ciò che conta però è non smettere mai di correre.

9. Pulizia maniacale

In uno studio dentistico ogni strumento deve essere imbustato, sterilizzato e tracciato. Punto.

È banale: se non siamo attenti nei minimi dettagli le persone rischiano di ammalarsi. Malattie gravi possono essere trasmesse attraverso strumenti non adeguatamente sterilizzabili.

Questo è banalmente una priorità.

I protocolli che utilizziamo sono di tipo ospedaliero, ogni strumento è adeguatamente deterso, disinfettato, asciugato e poi imbustato. Da qui, passa nel ciclo vero e proprio di sterilizzazione, con l’utilizzo di una autoclave classe B. Ogni busta viene etichettata con un codice alfa numerico che attesta la tracciabilità di tutta la filiera di sterilizzazione. Nella tua cartella clinica viene poi trascritto il codice degli strumenti per poter sempre risalire al ciclo di sterilizzazione e all’operatore responsabile.

Oltre a questo, che ripeto è imprescindibile, dedichiamo grande attenzione agli ambienti di lavoro. Disinfezione periodica degli impianti di climatizzazione (se ne occupa un’azienda specializzata che fa il solito lavoro per l’ospedale di Cisanello), filtri nelle poltrone anti legionella, protocolli standardizzati di sanificazione dei riuniti dopo ogni intervento.

In più, ogni volta che entrerai nell’area clinica, ti verrano consegnati dei calzascarpe monouso, tipo quelli che si usano in piscina: un piccolo accorgimento per rendere il nostro studio sempre più pulito e sicuro.

10. Non siamo low cost

Tutte le innovazioni tecnologiche che ho inserito nello studio, tutti i protocolli di sicurezza e disinfezione, tutte le attenzioni che proviamo a darti purtroppo hanno un costo.

Non posso negare che esistono studi e catene più economici di noi.

Siamo piccoli, non posso avere dalla mia parte i vantaggi dell’economia di scala. La tassazione italiana è quella che è, noi lavoriamo fatturando e basta, chiaramente in paesi come l’est Europa il dentista costa tanto meno.

Io credo di fare del mio meglio per mantenere un tariffario onesto.

La cosa fondamentale è che tutto quello che dobbiamo fare per la tua bocca viene scritto in un preventivo preciso e dettagliato, in modo tale che tu sappia fin da subito che tipo di impegno economico richiede la terapia scelta.

Non avrai mai sorprese, i preventivi non lievitano magicamente a metà cura, quello che ti dico all’inizio così sarà alla fine. Questo posso assicurartelo.

Per il resto, se cerchi soluzioni economiche devo dirti con tutta onestà che non siamo noi la prima scelta. Puoi rivolgerti a qualche catena che sarà senz’altro più conveniente. Io preferisco curare poche persone ma non snaturando la filosofia del mio studio per la ricerca spasmodica del risparmio: per ridurre i prezzi dovrei ridurre la qualità che offro, ed è un compromesso che non voglio accettare.

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Siamo arrivati alla fine de i 10 comandamenti del Dentista Digitale.

Grazie per la pazienza! E se hai dubbi o domande, non esitare a scrivermi una mail a

info@studiomarsalli.it

sarò felice di risponderti!


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