Devitalizzazione: cos’è e come funziona

devitalizzazione

DEVI FARE UNA DEVITALIZZAZIONE A UN DENTE?

 Scopriamo insieme come si fa e che cosa succede durante questa cura

 

Magari da tempo ti fa male un dente: senti sesibilità al freddo o al caldo, hai provato a clamrlo con degli antidolorifici ma alla fine sei dovuto andare dal dentista.

 

Quando si sta male il dentista diventa davvero un angelo custode, solo lui può aiutarti a risolvere un fastidio che, se trascurato, può davvero farti passare una notte insonne.

 

Questo articolo non vuol essere un’analisi tecnica delle metodiche più moderne dell’endodonzia (la branca dell’odontoiatria che si occupa della devitalizzazione) ma una semplice guida per spiegarti, passo passo, cosa fa l’odontoiatra quando deve devitalizzare il tuo dente.

 

Abbiamo quindi il tuo dente che ha un problema: la POLPA (un complesso sistema di vasi sanguigni e terminazioni nervose che si trova al centro dei nostri denti) può essere attaccata da batteri.

Batteri che arrivano inevitabilmente dall’esterno.

Avremo quindi un trauma alla polpa in presenza di:

 

  1. carie
  2. otturazioni molto profonde
  3. otturazioni o corone vecchie che non sigillano più bene
  4. traumi
  5. tasche gengivali

 

I batteri invadendo i tubuli della dentina innescano una reazione infiammatoria, che se non curata in tempo porta inevitabilmente alla distruzione della polpa.

Quindi come sempre ti ricordo di fare spesso visite periodiche  dal tuo odontoiatra di famiglia: se ad esempio una carie o un’otturazione infiltrata vengono riconosciute precocemente, il dentista riesce a curare il dente evitando la devitalizzazione.

 

parliamo invece adesso del caso in cui non si sia riusciti a intervenire così prontamente: dobbiamo fare quindi la devitalizzazione

 

La prima cosa che fa il dentista è una diagnosi dettagliata, facendo dei tes (ad esempio con una pallina di cotone ghiacciata per capire se la polpa è sempre viva o meno) e delle radiografie specifiche (piccole lastrine endorali fino ad esami più complessi come la TC Cone Beam).

 

Capito il da farsi, e deciso quindi che la devitalizzazione non è più evitabile, si procede con una buona ANESTESIA LOCALE.

 

 

la devitalizzazione non deve essere dolorosa: abbiamo a disposizione degli ottimi anestetici locali che rendono una terapia canalare una cura assolutamente tranquilla.

 

fatta quindi l’anestesa, avremo questi passaggi in sequenza: ti riporto qui le fasi descritte dalla Società italiana di Endodonzia,

il gruppo cioè di odontoiatri specializzati in devitalizzazioni.

 

 

  • Ricostruzione provvisoria della corona dentale quando questa è molto distrutta, allo scopo di eliminare tutta la carie senza rinunciare alle pareti della cavità del dente (contenimento dei liquidi disinfettanti e aggancio del foglio di gomma isolante)
  • Isolamento del campo operatorio mediante la diga di gomma (mezzo imprescindibile per una buona riuscita della cura canalare) consistente in un foglio di lattice di gomma teso da un archetto e tenuto fermo da un gancio posto intorno al dente da curare o a un dente vicino.
  • Apertura della camera pulpare: accesso alla polpa attraverso una cavità preparata dal lato masticante del dente
  • Reperimento del o dei canali radicolari con l’ausilio di ingrandimenti ottici.
  • Misurazione della lunghezza di lavoro ossia di ciascun canale presente (da un riferimento sulla corona fino all’apice radicolare) mediante una radiografia e un localizzatore elettronico d’apice (la dose di radiazione assorbita nell’esecuzione di una radiografia ad uso odontoiatrico è minima).
  • Strumentazione dei canali mediante strumenti endodontici che asportano la polpa canalare,  contaminata dai batteri e sostanze infette, creando nel medesimo tempo una forma delle pareti adatta a una completa otturazione.
  • Lavaggi con ipoclorito di sodio, potente disinfettante, per ottenere un ambiente il più possibile pulito e asettico
  • Otturazione canalare mediante guttaperca, materiale plastico e modellabile con il calore, associato a un cemento canalare
  • Ricostruzione della corona
  • Controllo radiografico della fine della cura
  • Eventuale protesi fissa (corona o ponte)

 

 

Quindi ricapitolandolo lo scopo di una devitalizzazione sarà quello di RECUPERARE IL DENTE COMPROMESSO.

 

Non pensare che essendo “morto” non sia più utile, tutt’altro. Un tuo dente devitalizzato correttamente può tranquillamente fare la sua funzione per molto tempo.

Chiaramente sarà un dente più fragile, a rischio di fratture meccaniche nel tempo, ma la filosofia più giusta è quella conservativa: un dente si estrae DA ULTIMO E PER FORZA.

E una devitalizzazione ben fatta ci aiuta tanto a mantenere in bocca denti con problemi anche gravi.

 

Ricorda quindi che non proverai fastidi durante questa cura, mentre nei giorni a seguire potrai avere qualche noia.

Il dolore post intervento è una situazione normale che non ti deve far spaventare. Il tuo dentista ti prescriverà, se lo riterrà necessario, specifici antidolorifici e/o antibiotici.

(MI RACCOAMNDO, COME SEMPRE, EVITA IL FAI DATE: PRENDI DEI FARMACI SOLO DOPO AVER SENTITO IL TUO MEDICO)

 

Una devitalizzazione corretta avrà lo scopo di otturare perfettamente lo spazio dove prima c’era la polpa

 

E questa chiusura, realizzata con guttaperca a caldo, dovrà servire a sigillare questo spazio già aggredito dai batteri, proprio per ostacolare la loro azione dannosa.

 

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Hai il timore di dover devitalizzare un dente? Vuoi capire meglio come facciamo questa tecnica che ti consente di slavare il tuo dente?

 

Chiamaci per una prima visita al numero

 

 

0583510189

 

 

parleremo insieme di come poter risolvere il tuo problema 🙂

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